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Geotermia, dal Parlamento arriva la spinta che impegna il governo per lo sviluppo

L'incarico per l'esecutivo è di «riportare il settore a competere nel mondo come leader dell'energia rinnovabile»

[15 aprile 2015]

La commissione Ambiente e quella per le Attività produttive hanno detto sì alla geotermia: nella seduta congiunta svoltasi stamattina nelle aule parlamentari è stata approvata all’unanimità la risoluzione sulla Produzione di energia da impianti geotermici, che greenreport è in grado di anticipare. Considerata «l’importanza e la rilevanza strategica della geotermia», le commissioni XIII e X della Camera impegnano l’esecutivo guidato da Matteo Renzi ad «avviare le procedure di zonizzazione del territorio italiano per le varie tipologie di impianti geotermici». E dal governo, nella persona del sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari, sembra arrivare già un’apertura: «Si avvia un grande piano per un giusto sviluppo e una concreta valorizzazione della geotermia»

«Entro sei mesi», si legge nella risoluzione, i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo dovranno dunque elaborare le linee guida per affinare i criteri generali di valutazione necessari per lo sfruttamento in sicurezza della risorsa sui territori, «tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità».

Quello che si vuole promuovere sembra dunque, ovviamente, uno sviluppo sostenibile della geotermia nel Paese. Partendo dal presupposto che alla base rimane una scelta: insieme alle altre fonti rinnovabili, la geotermia rappresenta una delle principali leve a disposizione dell’Italia per allentare il giogo delle fonti fossili, e contribuire nel mentre alla lotta contro il cambiamento climatico. Più impianti geotermici significa dunque meno combustibili fossili importati, o estratti sul territorio; una scelta, quella compiuta oggi nelle commissioni parlamentari, che dovrebbe far riflettere il governo sull’opportunità di favorire al contempo le trivellazioni petrolifere, sancita con lo Sblocca Italia.

Le possibilità offerte dalla geotermia al Paese – considerato anche che, tra le energie rinnovabili, ha un valore aggiunto che condivide soltanto con l’idroelettrico: la continuità della produzione – appaiono garantire ancora ampi margini di sviluppo, e nella risoluzione odierna si impegna il governo a individuare gli strumenti per «riportare il settore a competere nel mondo come leader dell’energia rinnovabile». La geotermia nasce infatti, a livello industriale, in Toscana; nonostante in Italia si mantengano punte d’eccellenza nella tecnologia e nello sfruttamento della risorsa, altri stati – come ad esempio la mitizzata Islanda – hanno scelto di puntare sulla risorsa geotermica con maggior energia.

Eppure, sottolineano i parlamentari, l’Italia ha ancora «risorse geotermiche importanti e poco sfruttate». Secondo i dati forniti dall’unione geotermica italiana, ricordate nella risoluzione, le potenzialità sono nell’ordine dei 500 mtep (ovvero 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Una quota enormemente più alta delle 11 milioni di tonnellate di riserve petrolifere stimate nei fondali marini del nostro Paese. Se a fronte di un quantitativo così ridotto Assomineraria giustifica la scelta di puntare sul rilancio del greggio italiano stimando in 40mila posti di lavoro le conseguenti ricadute occupazionali sul territorio, si immagini quello che potrebbe offrire la geotermia con un apporto di energia 50 volte più ampio.