La geotermia diventa la seconda fonte di energia elettrica della Nuova Zelanda

[30 gennaio 2015]

Secondo i dati appena forniti da Mighty River Power, una delle più grande società di produzione e distribuzione elettrica della Nuova Zelanda, quella geotermica è la seconda più importante fonte di approvvigionamento nel paese, dopo quella idroelettrica avendo, nell’ultimo trimestre del 2014, superato la combustione di gas naturale. Negli ultimi dieci anni, nel lontano arcipelago dell’emisfero australe la produzione geotermica è aumentata di oltre il 150 per cento. La potenza installata è arrivata infatti a 1.469 MW, che hanno consentito di produrre una quantità di energia elettrica pari al 16% del fabbisogno nazionale.

La risorsa geotermica contribuisce al 40 per cento della produzione totale di energia elettrica della Mighty River Power, a seguito di investimenti nel settore per  oltre un miliardo e quattrocento milioni  di U$D. Secondo la società elettrica, dal 2013, la riduzione di oltre 5.000 GWh di consumi di carburante da fonti fossili  ha ristabilito equilibrio nel mercato.

A questo fa seguito, secondo un report di Geothermal Energy NBR,  degli ordinativi  di carbone e una notevole diminuzione nella produzione di energia elettrica da forniture di gas naturale. Questo ha portato ad un aumento del prezzo dei futures su tutte le scadenze. Inoltre ha anche influito la diminuzione di consumi complessivi di energia della Nuova Zelanda di circa il 2 per cento per tutto l’ultimo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013, il che significa che il consumo di energia elettrica è tornato ai livelli del 2011.

Nel 2014 in  nuova Zelanda il consumo medio annuo di energia elettrica è stato di 9.531 kWh procapite (contro i 5.168 kWh dell’Italia, quindi i neozelandesi sono molto più energivori di noi).