Marras: «È giusto che la Toscana personalizzi il percorso autorizzativo perché è qui che c’è la risorsa»

Geotermia, entro due mesi la proposta di individuazione delle Aree non idonee

Il Consiglio regionale impegna la Giunta a procedere con l’aggiornamento del Piano ambientale ed energetico

[21 novembre 2018]

Il Piano ambientale ed energetico (Paer) della Toscana, e successivamente il Piano di indirizzo territoriale (Pit), saranno presto modificati attraverso la definizione delle Aree non idonee (Ani) all’installazione degli impianti per la produzione di energia da geotermia: una risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale impegna la Giunta a presentare la proposta di individuazione delle Ani entro 60 giorni, finalizzando un percorso iniziato con le linee guida predisposte dalla Regione nel 2017 e le indicazioni successivamente arrivate nel merito da 51 Comuni (tra Comuni che già oggi ospitano impianti geotermoelettrici, limitrofi e altri).

Secondo una nota ufficiale predisposta dal Consiglio regionale «i vincoli localizzativi dovranno infatti armonizzarsi a questi strumenti soprattutto per quanto riguarda la tipologia degli impianti di alta entalpia, che dovrebbero essere per la maggioranza confinati nelle aree storicamente vocate all’attività geotermoelettrica». In questo modo «l’individuazione delle Aree non idonee completerebbe il quadro toscano delle zone vincolate essendo già state individuate quelle non idonee alla produzione di energia elettrica da impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico».

Per il presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli, si tratta di «un passaggio molto importante nel percorso di revisione e aggiornamento della normativa che regolamenta lo sfruttamento dell’energia geotermica, che stiamo portando avanti sin dall’inizio di questa legislatura. Con questo atto impegniamo la giunta a fare un ulteriore passo in avanti. Ovvero, procedere con la zonizzazione e l’iscrizione delle aree non idonee all’installazione di impianti geotermici nel Piano ambientale ed energetico regionale». Anche Giacomo Giannarelli (M5S) ha parlato di atto politico che convince, mentre Marco Casucci (Lega) di fronte comune sul tema geotermia.

«Negli ultimi due anni abbiamo fatto un grandissimo salto di qualità iniziando ad impostare una politica di governo della geotermia – ha aggiunto Leonardo Marras, capogruppo Pd in Regione Toscana – e lo abbiamo fatto con la responsabilità davanti al Paese di chi è ben consapevole che questa risorsa, preziosa, esiste qui e non altrove. Mai come in questo momento di particolare confusione in materia a livello nazionale c’è necessità di una regola chiara di governo del territorio, ed è giusto che la Toscana personalizzi il percorso autorizzativo perché è qui che c’è la risorsa».

Un punto di equilibrio che è auspicabile venga affermato anche nella definizione della Aree non idonee: è ovvio infatti che è possibile coltivare la geotermia – in particolare per la produzione di energia elettrica – solo dove la risorsa è effettivamente accessibile alle tecnologie geotermiche attuali, e che è proprio la geotermia la fonte rinnovabile che più caratterizza il nostro territorio. Per raggiungere gli sfidanti (e necessari, di fronte all’avanzata dei cambiamenti climatici) obiettivi previsti al 2050 il suo contributo sarà sempre più determinante.

Un dato di fatto che anche il Governo nazionale è chiamato a percepire, dopo che per la prima volta lo schema di decreto Fer 1 elaborato dal ministero dello Sviluppo economico ha cancellato gli incentivi finora garantiti alla geotermia come ad ogni altra fonte rinnovabile. Una scelta insensata contro cui l’intera Toscana sta lottando.