Per ogni MW installato 9 posti di lavoro permanenti: il doppio rispetto alle altre rinnovabili

«La geotermia indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici, in Italia in particolare»

Durante la conferenza internazionale della Gga a Firenze il governo si impegna a sviluppare la coltivazione della risorsa geotermica

[12 settembre 2017]

La prima conferenza di alto livello dell’Alleanza globale per la geotermia (Global geothermal alliance), che riunisce 42 Paesi e 29 partner a livello mondiale, si è aperta a Firenze all’insegna della tragedia che ha colpito nella notte tra sabato e domenica la vicina città di Livorno. «Un anno fa commemorammo qui il 50esimo anniversario dell’alluvione di Firenze – ha esordito il sindaco Nardella, aprendo i lavori del meeting a Palazzo Vecchio – Nei giorni scorsi, un’altra drammatica alluvione si è abbattuta su Livorno. Pochi minuti sono bastati per rovesciare sulla città una quantità d’acqua tremenda, che ha portato morti e dispersi: vorrei dedicare loro, adesso, un minuto di silenzio». Nella superba cornice del Salone dei Cinquecento, sotto gli affreschi di Leonardo e Michelangelo, i delegati giunti da ogni parte del mondo si sono spontaneamente alzati in piedi per onorare l’ossequio a Livorno e ai suoi abitanti.

«Ciò che è accaduto a Livorno – ha aggiunto Nardella – come anche l’uragano Irma in Florida sono il medesimo riflesso dei cambiamenti climatici». Un fenomeno globale dal quale nessuno ormai può considerarsi al sicuro: oggi a Livorno si contano sette morti a causa di un’alluvione, tante vittime quanto quelle mietute in Florida da uragano di forza 5 come Irma.

I cambiamenti climatici uniscono l’umanità nel dolore che portano, ma anche nella determinante occasione di riscatto che racchiudono: la conferenza fiorentina dell’Alleanza globale per la geotermia ha rappresentato magnificamente entrambi i lati della medaglia.

«Il sindaco Nardella – ha esordito Adnan Z. Amin, direttore generale dell’Irena, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili – ha parlato delle tragiche perdite causate qui in Toscana dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale può trasformare il nostro mondo in peggio, ma ha anche portato occasioni di collaborazione e unione senza precedenti: è in atto una trasformazione verso l’energia pulita grazie alla quale possiamo trasformare le minacce in opportunità e crescita». Un percorso all’interno del quale, com’è stato più volte ribadito nel corso della conferenza con molteplici testimonianze da ogni angolo del globo, la geotermia rappresenta uno strumento privilegiato.

«Quella geotermica è una fonte di energia con caratteristiche che la rendono unica – ha spiegato la viceministra per lo Sviluppo economico, Teresa Bellanova – a partire dalla sua rinnovabilità e stabilità, una disponibilità costante per l’approvvigionamento energetico che non si trova nelle altre fonti pulite. Si tratta di vantaggi strategici che rendono la geotermia indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’Accordo di Parigi, nel mondo e nel nostro Paese in particolare: la scuola geotermica toscana e nazionale può dare un contributo importante per sbloccare il potenziale geotermico nel mondo». Un potenziale stimato dal Mise – solo per quanto riguarda il territorio italiano – in 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, ovvero quanto 3 volte tutta l’energia primaria consumata nel nostro Paese in un intero anno. Eppure si tratta di un potenziale largamente inutilizzato.

Nonostante il nostro sia il primo Paese geotermico d’Europa per potenza installata, a livello nazionale appena il 2% dell’elettricità arriva dalla geotermia – gli unici impianti geotermoelettrici sono in Toscana, dove soddisfano ben il 30% della domanda di energia elettrica –, e a livello globale «appena lo 0,6% della potenza rinnovabile installata è geotermica, come l’1% degli investimenti nell’energia pulita», ha aggiunto Amin.

Dati che la Gga è nata per ampliare sensibilmente, puntando entro il 2030 a un +500% della capacità installata a livello globale per la produzione di elettricità da geotermia, e un +200% per quanto riguarda l’energia termica. Obiettivi che passano oggi non a caso dalla Toscana, dove oltre un secolo fa a Larderello la geotermia è stata impiegata per fini industriali per la prima volta al mondo; ancora oggi a questo stesso territorio viene oggi riconosciuto all’unanimità il ruolo di leadership esercitato a livello globale per lo sviluppo della geotermia.

Le principali linee d’azione tra tramutare auspici in realtà sono emerse con chiarezza durante la conferenza della Gga. Le più significative barriere allo sviluppo dell’energia geotermica sono rappresentate dagli «elevati costi iniziali e dalle difficoltà di finanziamento, dai deficit nelle infrastrutture di trasmissione dell’energia, dalla mancanza di politiche realmente capacitanti e dalla scarsa informazione e consapevolezza presenti in molte amministrazioni locali – ha dettagliato il direttore generale dell’Irena – Eppure ci sono paesi come l’Italia che sono riuscite a mettere a frutto le proprie risorse geotermiche». Come?

«In Toscana si usa dire – ha riassunto la viceministra Bellanova – che la risorsa geotermica non si sfrutta ma si coltiva. La gestione dell’energia è un aspetto critico per il suo sviluppo: il ciclo geotermico ha un suo equilibrio, dove bisogna bilanciare quanto si estrae con quanto la natura mette a disposizione. In Toscana la geotermia è un prodotto della terra, che si rivolge al territorio».

Una storia secolare di successi non basta però per inserire de facto la Toscana e l’Italia nel futuro della geotermia. Siamo chiamati a fare di più, non solo come eccellenza locale ma come esempio globale. «Oggi gli impatti dei cambiamenti climatici sono visibili a tutti – ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – L’Italia ritiene l’Accordo di Parigi irreversibile e irrevocabile, e ci impegniamo a promuovere uno sviluppo sostenibile delle rinnovabili, tra cui la geotermia, per uno sviluppo sostenibile del pianeta».

Un impegno che siamo chiamati a onorare coi fatti e non solo con le conferenze, a partire da casa nostra. A trarne beneficio sarebbero in primis l’ambiente e il lavoro. «La legge italiana classifica la geotermia come fonte energetica strategica – ha concluso la viceministra Bellanova –  e un recente studio del Mise mostra come nel settore vi siano 9 occupati permanenti per ogni MW installato». Un dato quasi doppio rispetto alle altre fonti rinnovabili.