Geotermia, la proposta di regionalismo differenziato della Toscana in Consiglio regionale

Tra i punti di forza da valorizzare in campo ambientale, citati dall’assessore Bugli, c’è la disciplina dell’attività geotermica

[20 luglio 2018]

Vittorio Bugli, assessore alle Riforme istituzionali della Regione Toscana, ha illustrato con una comunicazione al Consiglio regionale la proposta di regionalismo differenziato che la Toscana, in base all’articolo 116 della Costituzione; un’iniziativa che rientra nell’ambito della risoluzione n. 163 del 13 settembre 2017 di quello stesso Consiglio, dove si espresse a favore del regionalismo differenziato, impegnando la Giunta a compiere i necessari passaggi e richiedendo periodiche comunicazioni in Consiglio.

«È ormai chiaro a tutti che il regionalismo ha bisogno di essere rivitalizzato – ha dichiarato Bugli (nella foto, ndr) – Chiedere maggiore autonomia non è un modo surrettizio per diventare una Regione a statuto speciale, ma anzi un modo per rafforzare l’intera compagine dello Stato».

Illustrando le proposte da avanzare nella trattativa con il Governo, Tra i punti di forza da valorizzare in campo ambientale, citati dall’assessore Bugli, si conferma la disciplina della coltivazione geotermica.

Complessivamente sono queste le materie sulle quali si vuole aprire il negoziato: governo del territorio, ambiente, beni culturali, lavoro, autonomie locali, salute, accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, istruzione e formazione, coordinamento della finanza pubblica e porti; per quanto riguarda in particolare l’ambiente, come spiegano in Consiglio Regionale, per la Toscana l’autonomia «potrebbe valorizzare ulteriormente alcuni punti di forza come la disciplina dell’attività geotermoelettrica; dei distretti della carta nell’area di Lucca, del cuoio nella zona di Santa Croce, del tessile a Prato e del marmo nelle Alpi Apuane».

Sebbene il consigliere della Lega Marco Casucci si dica «preoccupato» su materie come l’ambiente, la geotermia e la sanità, e sul fronte della geotermia il consigliere Giacomo Giannarelli (M5S) abbia dichiarato come ci sia ancora molto da fare e non abbia nascosto le proprie perplessità affermando che «sullo sfruttamento geotermico in campo ambientale non sarei così orgoglioso», un documento di sintesi elaborato dalla Regione in merito alle materie di negoziato col governo specifica già che, per quanto riguarda (anche) la geotermia, la Toscana chiede venga riconosciuta “la competenza della Regione in tutti i casi in cui la legge regionale preveda una maggior tutela, con la conseguenza speculare che non si applicheranno nel territorio della Regione Toscana le leggi dello Stato che prevedano una minor tutela rispetto a quella garantita dalla normativa regionale”.

Più in generale, come «ha ricordato l’assessore Bugli, che ringrazio per il suo ottimo lavoro – ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi,a conclusione del dibattito in Consiglio – la Toscana non da oggi si confronta con il tema di una maggiore autonomia. Già dopo la riforma costituzionale del 2001, l’unica che sia andata in porto, la giunta toscana si era mossa, in particolare sul tema della valorizzazione dei beni culturali, avviando un processo poi interrotto. Oggi rilanciamo, come altre Regioni hanno fatto, questo processo, su un numero più ampio di materie. Partiamo dalla tradizione di buon governo che è sempre stata riconosciuta alla Toscana, dalla sua lealtà istituzionale, dalle nuove competenze, e dal modo positivo con cui sono state gestite, e dall’obiettivo di rafforzare il rapporto con i territori. Se lavoreremo bene – ha concluso Rossi – potremo disegnare il profilo della nuova Regione. La mia proposta è di fare lavorare una commissione espressione di tutto il Consiglio: la giunta e i suoi tecnici assicureranno il loro pieno sostegno». Un intervento che ha inteso soprattutto rivolgere un invito a tutto il Consiglio regionale ad operare in «maniera condivisa».