Geotermia, la Toscana scende in piazza contro lo stop agli incentivi

Una mobilitazione nata “dal basso” che si è data appuntamento a Larderello, il 1 dicembre

[20 novembre 2018]

Se i comitati sorti contro l’utilizzo della geotermia per la produzione di calore ed energia rinnovabili sono una minoranza rumorosa, in Toscana vive una maggioranza silenziosa che questa terra dal cuore caldo la conosce bene: la geotermia è naturalmente palpabile sul territorio dalla notte dei tempi, e le tecnologie per impiegarla a fini industriali sono nate per la prima volta proprio qui, nel 1818. I secoli hanno forgiato generazioni orgogliose della propria identità, pronte adesso a difenderla contro la decisione del Governo nazionale di cancellare gli incentivi finora garantiti alla geotermia come alle altre fonti rinnovabili. Una mobilitazione nata “dal basso”, che si è data appuntamento sabato 1 dicembre a Larderello, il cuore della geotermia a livello globale.

Alle 10 in via Renato Fucini prenderà corpo una manifestazione pubblica “contro l’esclusione della geotermia dalle energie rinnovabili e contro i tagli agli incentivi proposti dal Governo”, con un’organizzazione che trova il suo primo riferimento nella pagina Facebook Geotermia Sì, nata pochi giorni fa e già forte di oltre 3mila affiliati.

Una pagina che «nasce su iniziativa di un gruppo di cittadini toscani che abitano nella zona compresa tra le province di Pisa, Siena e Grosseto e che ha come riferimento Larderello, la cui economia si basa sui prodotti derivanti dalla energia geotermica presente in natura (produzione elettrica, turismo, prodotti agro-alimentari ecc…). Questa zona – spiegano i fondatori, riferendosi allo schema di decreto Fer 1 elaborato dal ministero dello Sviluppo economico – ha recentemente visto mettere il suo futuro in pericolo da un’azione del Governo nazionale, che se approvata potrebbe avere un effetto devastante». Un’ipotesi cui il territorio non vuole cedere, ed è pronto a farsi sentire.

L. A.