Geotermia, l’eurodeputato Tamburrano (M5S) risponde alle posizioni del sindaco Termine

[16 gennaio 2018]

Egregio direttore, ho letto con stupore l’articolo “La geotermia è rinnovabile, negarlo sarebbe tornare a un tempo dove la scienza non conta”, nel quale il signor Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, attacca il M5S per la nostra azione tesa ad aprire la strada ad una legislazione UE sulle emissioni delle centrali geotermiche e ci accusa di aver compiuto “una scelta retrograda” e “non fondata su dati scientificamente validi”.

Le centrali geotermiche della Toscana emettono ogni anno enormi quantità di sostanze dannose per la salute e per l’ambiente: 16.161 tonnellate di idrogeno solforato; 1,494 tonnellate di mercurio; fino a 6.415 tonnellate di ammoniaca; 482 chili di arsenico.

Questi dati sono pubblicati in calce alla delibera 344 della Regione Toscana datata 22 marzo 2010. Si riferiscono al 2007. In seguito non sono mai più stati diffusi dati ufficiali di questo genere: nessuno, né a Roma né a Firenze, ha mai avuto la volontà politica di verificare la situazione.

Nessuno, oltretutto, ha mai preteso – neppure una sola volta – le analisi necessarie per conoscere l’intera gamma di sostanze emesse nell’atmosfera dalle centrali.

Il potenziale di riscaldamento globale dell’energia elettrica prodotta dalle centrali geotermiche é stata calcolata solo per il polo del Monte Amiata. Se n’é occupato il saggio “Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy”, autori Mirko Bravi e Riccardo Basosi, pubblicato nel 2013 sul “Journal of Cleaner Production” del prestigioso editore scientifico Elsevier. L’elettricità prodotta dalle centrali del Monte Amiata ha un potenziale di riscaldamento globale pari a 693 Kg di anidride carbonica equivalente al MWh.

Per fare un confronto, il potenziale di riscaldamento globale dell’energia elettrica prodotta da centrali termoelettriche alimentate da un combustibile fossile come il gas naturale é pari a 365 Kg di anidride carbonica al MWH (il dato è tratto da ISPRA, “Fattori di emissione atmosferica di CO2 e altri gas a effetto serra nel settore elettrico”, pubblicato nel 2017. Vedere tabella a pag. 25).

Come vede, la mia azione politica prende le mosse da preoccupanti dati scientifici. Il signor Giacomo Termine invece, nella sua difesa della geotermia inquinante, non ne produce nessuno.

Distinti saluti,

Dario Tamburrano

Parlamentare europeo

Gentile Tamburrano, non avendo le competenze per farlo direttamente vorrei rassicurarla in merito ai «preoccupanti dati scientifici» da lei riportati citando le recenti osservazioni portate dal prof. Basosi, ovvero l’autore dello studio (del 2014 poi parzialmente aggiornato nel 2015, non del 2013) che lei riporta. Per quanto riguarda le emissioni complessive di gas incondensabili dalle centrali geotermoelettriche toscane, con particolare riferimento al contesto amiatino, Basosi spiega che «il potenziale di tossicità rilevato nel nostro studio non presentava valori preoccupanti. Inoltre è già da diversi anni in corso un attento monitoraggio da parte dell’ARS (Agenzia Regionale di Sanità) che nonostante abbia rilevato alcune criticità sulla salute in Amiata rispetto ad altri contesti toscani, non ha ad oggi evidenziato correlazioni significative con l’attività geotermica», fatti di cui abbiamo dato costantemente conto anche sulle nostre pagine.

Preme sottolineare che di «dati ufficiali» nel merito la Regione Toscana è prodiga e non ferma al 2007, come potrà controllare sulle pagine dell’ARPAT; nel mentre, la già citata ARS prosegue i doverosi studi sui legami tra salute e geotermia nell’area dell’Amiata. Per quanto riguarda infine i dati relativi alle emissioni di CO2 legate alla presenza delle centrali geotermoelettriche (comunque sostitutive di emissioni che sarebbero naturalmente avvenute, vista la natura geotermica del territorio), le segnalo la recente pubblicazione di un report da parte del Consiglio europeo per l’energia geotermica; in ogni caso, già Basosi si dice «non preoccupato» dal livello quantitativo delle «emissioni di CO2 e di altri gas ad effetto serra dalle centrali geotermoelettriche», in quanto «rispetto alle emissioni a livello globale, il rilascio di gas serra di origine geotermica è ritenuto trascurabile anche dall’IPCC».

Queste e molte altre considerazioni potrebbero essere fatte in merito all’opportunità di coltivare o meno l’energia geotermica in Toscana, ma preme sottolineare un dato di fondo: questa energia rinnovabile soddisfa già oggi il 30,78% del fabbisogno elettrico toscano, fornisce calore utile a riscaldare oltre 10mila utenti residenziali nonché aziende dei territori geotermici, e alimenta un’importante filiera agricola, gastronomica e turistica con oltre 60mila visite annue. Come osserva il prof. Basosi, «l’unica energia pulita è quella che non si consuma, ovvero quella risparmiata». Dobbiamo dunque ridurre i nostri consumi, e per il rimanente fabbisogno rivolgerci alle migliori fonti disponibili. Come tutte le rinnovabili, la geotermia – naturalmente indigena nel nostro territorio, e impiegata a fini industriali da oltre un secolo – rientra tra queste. Sarebbe controproducente rinunciare al suo apporto, mentre è necessario esigere che venga coltivata con le migliori tecnologie disponibili e in modo conforme allo sviluppo sostenibile dei territori geotermici.

Distinti saluti,

Luca Aterini

direttore greenreport.it