Geotermia, una roadmap per l’Europa del 2020: «Il potenziale è ancora enorme»

[4 luglio 2014]

La roadmap per lo sviluppo geotermico messa a punto dall’European Technology Platform on Renewable Heating & Cooling (RHC-Platform), dettaglia un piano di ricerca e sviluppo nel settore geotermico fino al 2020,  partendo dal quadro attuale su scala europea.

«L’energia geotermica – si legge nel documento – ha le caratteristiche per giocare un ruolo fondamentale nel nostro futuro mix energetico: contribuendo alla decarbonizzazione dell’economia, fornendo energia a prezzi accessibili per la società e consentendo la competitività dell’industria europea».

L’energia geotermica è infatti una fonte di energia rinnovabile locale, gestibile e flessibile; per esempio il riscaldamento e il raffreddamento geotermico sono in grado di fornire energia a diverse temperature (bassa o alta temperatura), a diversi carichi (carico di base e variabile) e per le diverse esigenze (calore e freddo: da meno di 10 kWtermici  ad un decimo di MW termico).

«L’energia geotermica sarà una fonte di energia fondamentale sia nelle smart city sia nelle  comunità rurali smart, in grado di fornire sia energia termica (per riscaldamento e raffreddamento) sia energia elettrica, oltre a fornire soluzioni per reti termiche ed elettriche intelligenti via accumulo termico sotterraneo».
Attualmente, le fonti di energia geotermica forniscono oltre l’equivalente di 4 milioni di tonnellate di petrolio (Mtep) l’anno per il riscaldamento e il raffreddamento nell’Unione europea, pari a più di 15 GWth di capacità installata, dove la maggior parte è costituita da sistemi geotermici a pompa di calore.

La capacità totale di energia geotermica installata in Europa ammonta  a circa 946 MWe, con la produzione annuale di circa 5,56 TWh di energia elettrica. Gli impianti combinati (calore ed elettricità) sono invece ancora marginali.

«Ma il potenziale è ancora enorme – sottolinea la RCH Platform – L’energia geotermica può essere utilizzata praticamente ovunque nel settore residenziale e terziario, ma anche nell’industria fino a temperature nell’intervallo di 200-250 ° C. Seguendo il trend attuale, nell’Unione europea (UE-28) il potenziale geotermico installato nel 2020 sarà pari a circa 40 GWth, corrispondente a circa 10 Mtep».

Le sfide tecnologiche per una distribuzione accelerata di impianti per la climatizzazione  geotermica in tutta Europa sono date in primo luogo dallo sviluppo di soluzioni innovative, più facili da installare e più efficienti, in particolare per la ristrutturazione di edifici esistenti, ma anche per nuovi edifici autosufficienti o addirittura produttori di energia.

In secondo luogo, dallo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento geotermico in aree urbane densamente popolate e infine, il terzo obiettivo, è quello di contribuire alla decarbonizzazione del settore, fornendo soluzioni competitive per il riscaldamento e il raffreddamento.

Lo sviluppo quantitativo del mercato europeo del riscaldamento e raffreddamento geotermico nei prossimi dieci anni dovrebbe essere alimentato principalmente attraverso l’introduzione e il consolidamento di sistemi geotermici poco profondi, con un mercato abbastanza maturo in Svezia e in Svizzera e mercati ben sviluppati in Austria, Norvegia, Germania e Francia. Vi sono poi  altri mercati europei emergenti, come Italia, Spagna, Regno Unito, Ungheria, Romania, Polonia e gli Stati baltici, dove è ipotizzabile una crescita molto alta di questi sistemi nei  prossimi anni.
Il rapido sviluppo delle pompe di calore geotermiche illustra inoltre come le risorse geotermiche superficiali, spesso trascurate in passato, sono diventate invece molto significative, e dovrebbero essere prese in maggiore considerazione in ogni scenario di sviluppo energetico.