Geotermia e salute sull’Amiata, a che punto è l’indagine InVETTA

Voller (Ars): «Siamo molti soddisfatti, c’è una buona partecipazione dei cittadini e molte persone si sono autocandidate a partecipare»

[30 ottobre 2017]

L’Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars) ha presentato all’inizio di quest’anno la nuova Indagine di biomonitoraggio e valutazioni epidemiologiche a tutela della salute nei territori dell’Amiata – da cui l’acronimo InVETTA –, volta a indagare la salute degli amiatini ed i principali fattori di rischio presenti nell’area. Un lavoro che si aggiunge alle indagini già concluse nell’area dall’Ars (qui la sintesi dei principali risultati conseguiti https://goo.gl/DSPpkr) per approfondire i legami tra coltivazione geotermica e salute della popolazione residente; per quanto riguarda i risultati dell’indagine InVETTA, secondo quanto comunicato durante l’estate appena trascorsa dall’Agenzia, una presentazione è attesa durante i primi mesi del 2018.

Nel frattempo Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia di Ars e responsabile del progetto, offre una prospettiva sullo stato dell’arte dei lavori: «L’indagine, dopo una campagna di sensibilizzazione alla partecipazione sostenuta anche dalle amministrazioni comunali di cui fa parte il campione di popolazione, è partita di fatto il 19 maggio con i primi prelievi di sangue nei comuni del versante senese ed il 13 giugno nel versante grossetano. Questo disallineamento temporale è dovuto al fatto che abbiamo deciso di centralizzare le analisi del sangue e delle urine nei due laboratori della ex-Asl di Siena. Ciò ha determinato per il versante grossetano una riorganizzazione totale dei servizi di accettazione e di trasporto dei campioni, che si è dimostrata molto efficace».

Come ricordato dall’Ars, l’indagine – alla quale lavorano anche operatori dell’Asl Toscana Sud Est, medici di medicina generale, il Laboratorio di Sanità pubblica di Siena e il Laboratorio di analisi di Nottola – prevede una quantità considerevole di analisi e controlli, tutti gratuiti per i cittadini: la raccolta di un campione di sangue e urine per determinare la presenza di metalli pesanti (arsenico, mercurio, cromo, tallio e tanti altri) e per effettuare alcuni esami di laboratorio come glicemia, colesterolo, transaminasi etc; una visita per misurare la pressione, rilevare peso e altezza ed eseguire una spirometria per valutare la loro salute respiratoria; infine, la somministrazione un questionario approfondito su abitudini, ambiente di vita e di lavoro, storia clinica personale e percezione del rischio. Ad oggi – informano dall’Agenzia – sono già stati programmati e prenotati gli appuntamenti di 488 persone e sono state completate tutte le analisi previste per 407 cittadini. E’ iniziata in questi giorni anche la restituzione ai partecipanti dei referti individuali delle analisi sui metalli, che ha richiesto tempi più lunghi rispetto alle analisi del sangue classiche.

«Siamo molti soddisfatti della risposta della popolazione – conclude Voller – perché c’è una buona partecipazione dei cittadini e molte persone si sono autocandidate a partecipare. Ma bisogna tenere alta la guardia, l’obiettivo di coinvolgere nell’indagine 2mila persone è molto ambizioso. Siamo anche molto soddisfatti di come sta funzionando tutta la macchina messa in piedi ad hoc per InVETTA: due laboratori di analisi, sei ambulatori per i prelievi, due sedi per le visite ed il coordinamento di un numero consistente di professionisti di varia estrazione, medici di medicina generale, un gruppo di lavoro molto eterogeneo che vogliamo ringraziare di nuovo».