Ugi, Egec e Iga contro una scelta «immotivata e senza alcuna base scientifica»

Geotermia, si apre un fronte internazionale contro lo stop agli incentivi deciso dal Governo

«Si tratta di un attacco violento e ingiustificato contro un’industria nata in Italia»

[16 novembre 2018]

Lo Schema di decreto sull’incentivazione delle fonti rinnovabili (Fer 1), elaborato dal ministero dello Sviluppo economico e approdato adesso in Conferenza Stato-Regioni, rischia paradossalmente di far deragliare le due fonti che da sempre coprono la maggior parte del nostro consumo interno lordo di energia rinnovabile: ovvero idroelettrico e geotermia, come confermano anche gli ultimi dati messi in fila da Ispra. E tutto questo mentre il nostro Paese risulta ancora al secondo posto nella classifica dei paesi del G20 che forniscono sussidi più elevati ai combustibili fossili per unità di Pil (circa 14 miliardi di dollari).

Dopo aver tentato di sensibilizzare il Governo dati alla mano, per «scongiurare il peggio» Assoidroelettrica – l’associazione di categoria più rappresentativa in Italia per quanto riguarda questa fonte pulita – ripone adesso le «ultime speranze» proprio nella Conferenza, il contesto nel quale anche la Regione Toscana (che invece rappresenta l’unico territorio italiano dove ad oggi si produce elettricità dal calore della Terra) ha già annunciato battaglia in difesa della geotermia. Una battaglia, quest’ultima, che si allarga adesso anche al fronte internazionale.

L’Italia rappresenta infatti la culla globale delle tecnologie geotermiche: tutto iniziò esattamente due secoli fa nella Valle del diavolo, in Toscana, ed è grazie alle competenze maturate qui che altri Paesi hanno potuto iniziare ad attingere al calore della Terra per produrre energia. Un primato che ancora oggi ci viene universalmente riconosciuto, ma che rischia adesso di sbriciolarsi portandosi dietro pesanti ricadute ambientali, sociali ed economiche. Ecco dunque che insieme all’accorato appello lanciato dalla presidente dell’Unione geotermica italiana, il Primo ricercatore del Cnr Adele Manzella, si levano adesso anche la voce dell’European geothermal energy council (Egec) e l’International geothermal association (Iga).

«Il Governo italiano – attaccano Ugi e Egec – intende tagliare unilateralmente gli incentivi per l’energia geotermica nel paese. Si tratta di un attacco violento e ingiustificato contro un’industria nata in Italia che ha una capacità installata di 1 GWe di energia elettrica rinnovabile (con una produzione pari a 6.2 TWh/anno) e che impiega direttamente oltre 3000 lavoratori, ai quali si aggiungono circa 7000 posti di lavori indiretti, più tutto l’indotto locale. Si tratta, inoltre, di un insensato attacco al clima che – proprio in un momento in cui gli effetti del cambiamento climatico stanno cominciando a segnare pesantemente il paese – potrebbe portare a un aumento delle importazioni di energia fossile. Il governo sostiene che l’energia geotermica non sia una fonte di energia rinnovabile, in palese contraddizione con quanto definito da ogni normativa europea».

La decisione del Governo rischia pertanto di «danneggiare consapevolmente» un’eccellenza industriale italiana globalmente riconosciuta, oltre a gettare nello scompiglio i 17 Comuni geotermici dove in Toscana questa risorsa viene coltivata in modo sostenibile da decenni, come dimostrano ampiamente i più aggiornati dati ambientali. Non a caso l’ipotesi di un taglio agli incentivi da sempre dedicati alla geotermia viene definita da Egec e Ugi «immotivata e senza alcuna base scientifica», con pesanti ricadute ambientali oltre che socio-economiche: una decisione del genere ha un impatto diretto sull’aumento delle emissioni di CO2, peggiora la qualità dell’aria della regione Toscana, taglia posti di lavoro, riduce gli investimenti e lo sviluppo economico oltre a mettere a rischio la sicurezza energetica.

«Questa decisione – osserva infine Philippe Dumas, segretario generale di Egec – è in diretta violazione con i principi concordati da tutti i governi europei, compresa l’Italia, nella revisione della Direttiva sulle energie rinnovabili, di non approvare modifiche retroattive agli schemi di supporto per le fonti di energie rinnovabili, nonché di annunciare con largo anticipo eventuali modifiche future».

«La comunità geotermica globale è preoccupata – conclude amaramente Alexander Richter, presidente dell’Iga – La geotermia rappresenta una fonte di energia naturale inesauribile, che può svolgere un ruolo significativo nel soddisfare i bisogni energetici del mondo del futuro. L’energia geotermica è unica nella sua capacità di servire a molteplici scopi nella transizione energetica globale, e di creare valore aggiunto alle economie nazionali offrendo molteplici utilizzi della risorsa, come il riscaldamento di immobili residenziali e commerciali, le coltivazioni in serra e la realizzazione di prodotti per la salute e la bellezza, richiamando turisti e ricavando metalli preziosi, come il litio, dalle salamoie geotermiche». Con uno stop agli incentivi, ancora necessari per una tecnologia che grandi investimenti iniziali e non possono contare su ampie economie di scala, l’Italia – dopo aver dato per prima avvio alla filiera industriale – si appresterebbe ad abbandonare tutto questo. «La decisione del Governo italiano invia un messaggio devastante all’intera comunità geotermica internazionale», sintetizza Richter. Ugi, Egec, Iga – oltre alla Regione Toscana e ai Comuni geotermici – chiedono dunque di fare un passo indietro, finché siamo in tempo.