Geotermia sull’Amiata, ecco cosa dicono 6 mesi di monitoraggi indipendenti a Piancastagnaio

Il Comune conferma: «Dai riscontri che ormai rileviamo ufficialmente da maggio 2018, possiamo continuare ad affermare che la qualità dell'aria è buona»

[23 novembre 2018]

«Fino ad oggi, dai riscontri che ormai rileviamo ufficialmente da maggio 2018, possiamo continuare ad affermare che la qualità dell’aria a Piancastagnaio è buona». Il sindaco Luigi Vagaggini sintetizza così i primi sei mesi di monitoraggi ambientali condotti in via indipendente dal Comune. Monitoraggi che, mentre scriviamo, sono costantemente in corso grazie a un investimento che complessivamente ammonta a circa 80mila euro.

Come già dichiarato alla nostra redazione, infatti, il Comune di Piancastagnaio, nell’area geotermica dell’Amiata, a partire da questa primavera ha installato sul proprio territorio una centralina appositamente progettata per condurre un monitoraggio ambientale autonomo in grado di offrire dati paralleli (rispetto a quelli regolarmente forniti dagli enti pubblici preposti al controllo, come Arpat) sugli impatti locali legati alla coltivazione della geotermia: si tratta di rilevazioni in tempo reale, che ogni minuto rilevano le concentrazioni di monossido di carbonio (CO), anidride carbonica (CO2), idrogeno solforato (H2S), ammoniaca (NH3), ossidi di azoto (NOx), anidride solforosa (SO2), polveri sottili (PM1, PM2,5, PM10 e totali); il monitoraggio include inoltre analisi mensili da tampone, effettuate in laboratorio, sulla presenza di mercurio (Hg), arsenico (As), selenio (Se), antimonio (Sb), boro (B) e tallio (Tl).

«Questa strumento non è stato fatto in sostituzione o concorrenza con i monitoraggi Arpat – ricorda ancora una volta il sindaco –, ma ci permette di avere, in autonomia evidenza in tempo reale di eventuali superamenti delle soglie di concentrazione degli inquinanti».

La centralina, in funzione dallo scorso aprile, è stata collocata nello stadio comunale, e prossimamente sarà spostata altrove per un monitoraggio ad ampio spettro sugli impatti della geotermia all’interno del territorio comunale. Periodicamente tutti i dati vengono trasmessi per conoscenza dall’Amministrazione comunale a ministero dello Sviluppo economico, Regione Toscana, Arpat, Ars, sindaci dei comuni geotermici e presidenti delle province geotermiche, Ges (Geo energy service, la società che realizzerà il teleriscaldamento geotermico di Piancastagnaio, ndr) ed Enel Green Power. Ma anche tutti tutti gli utenti abilitati possono accedere direttamente alle misure – che vengono comunque pubblicate periodicamente nella bacheca comunale, e sul sito del comune di Piancastagnaio – dall’archivio di controllo della centralina.

«Stiamo raccogliendo dati in tempo reale – argomenta Vagaggini – non possiamo continuare a prendere in considerazione i dati del 2010, se non addirittura antecedenti, quando negli anni successivi le attività geotermiche si sono trasformate enormemente, con l’avvento di filtri e nuove tecnologie. I dati relativi ai periodi precedenti alla chiusura di PC2, non possono essere gli stessi oggi. La nostra filosofia, come ho sempre ribadito, è di una geotermia che tuteli la nostra salute» rimarca il sindaco.

Che non a caso con le misurazioni condotte in via indipendente parla di «un grande passo avanti a salvaguardia della salute dei nostri cittadini», grazie anche al rigoroso metodo d’indagine adottato.

«La centralina è stata accuratamente selezionata con l’aiuto dei tecnici del MISE, il Ministero dello Sviluppo economico», ricorda il sindaco.

Eppure quello stesso ministero, che periodicamente viene aggiornato (anche) dal Comune di Piancastagnaio sugli impatti locali della geotermia, ha scelto di eliminare gli incentivi finora garantiti a questa fonte rinnovabile all’interno dello schema di decreto FER1 che adesso sta proseguendo nel suo iter istituzionale, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro insieme alla produzione di elettricità e calore derivanti da una risorsa naturalmente presente sul territorio.