Geotermia toscana, in 5 anni raddoppiate le ricadute economiche sull’indotto locale

[27 ottobre 2015]

Sala Larderello enel geotermia

Ammontano a 25,5 milioni di euro le commesse in ambito geotermia che Enel Green Power ha affidato, dall’inizio dell’anno a oggi, a realtà dell’imprenditoria e dell’artigianato locale: il 21% del totale, una percentuale che è quasi raddoppiata rispetto all’11% registrato nel 2010. Una misura molto concreta di supporto allo sviluppo locale, che è stata evidenziata ieri a Larderello nell’incontro che ha riunito i vertici della multinazionale energetica insieme ai sette comuni geotermici dell’area cosiddetta tradizionale (Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Marittimo, Montieri, Radicondoli e Chiusdino), alle imprese e alle istituzioni locali, con il Co.Svi.G. in prima linea.

«In questi anni, insieme alla Regione, ai Comuni, al Cosvig e ai soggetti economici del territorio, abbiamo fatto molto – ha dichiarato Massimo Montemaggi – ma vi sono ancora grandi margini di sviluppo che possono garantire al territorio importanti ricadute economiche e sociali attraverso lo sviluppo di una filiera qualificata sia nel settore già forte dei servizi logistici e dei lavori civili, ma anche nel campo più specialistico dell’elettromeccanica con la possibilità di creare un indotto che costituisca un punto di riferimento nel contesto regionale ma che ambisca ad affermarsi anche a livello nazionale e internazionale».

Per favorire lo sviluppo di un indotto geotermico sempre più specializzato in Toscana, nel giugno 2015 è stato firmato il primo protocollo d’intesa totalmente “local content” tra Enel Green Power e comuni geotermici, e i risultati già ottenuti confortano sulle possibilità future.  Negli ultimi 20 mesi le attività di costruzione ed efficientamento degli impianti, di manutenzione ordinaria e straordinaria sul territorio hanno portato all’inserimento di 82 giovani del territorio nell’azienda, ma le cifre relative all’indotto restituiscono l’immagine di un potenziale dalla portata assai maggiore.

In ambito geotermico – sottolinea infatti l’Enel – ci sono oltre 260 gare l’anno per un totale di circa 150 milioni di euro, e puntare sulla formula del “chilometro zero” in tema di servizi generali ha il doppio scopo di ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare il coinvolgimento delle imprese del territorio. Tra i settori che possono avere ricadute locali vi sono coibentazioni, sostegni per vapordotti, riparazioni reattori, manutenzione edifici, global service, revisioni impianti perforazione, riporti su piani turbina e fornitura palette. La crescita dell’indotto locale è legata alla capacità del tessuto imprenditoriale di far nascere aziende specializzate nel settore dell’elettromeccanica, cui Enel Green Power potrà trasferire know how e lavori sempre più specialistici per creare un vero e proprio distretto geotermico; in’ulteriore crescita delle imprese potrebbe peraltro corrispondere alla possibilità di partecipare a gare internazionali e di lavorare per gli impianti della multinazionale sparsi per il mondo.