In Giappone un G7 d’acciaio

L'alleanza dei settori manifatturieri europei chiede che alla Cina non venga riconosciuto lo status di economia di mercato

[26 maggio 2016]

acciaio piombino 3

Mentre a marzo, secondo i dati diffusi ieri dall’Istat, il fatturato dell’industria italiana ha perso il 3,6% dall’anno precedente – il peggior calo dal 2013 – le vendite al dettaglio hanno guadagnato un +2.2% in volume e un +1,9% in valore nello stesso periodo, dando ancora una volta l’impressione di una ripresa economica tiepidissima quanto controversa. In tale tendenza la dinamica macro si rispecchia in quella di un settore centrale quanto critico per l’industria italiana, quello siderurgico.

Secondo i dati diffusi per aprile da Worldsteel, nel mondo sono state prodotte 134,9 milioni di tonnellate di acciaio, con l’Europa che ne ha sfornate 700mila in meno rispetto all’anno precedente. L’Italia nello stesso periodo ne ha invece prodotte 265mila tonnellate in più, con un balzo in avanti del 14,5% dopo molti mesi assai amari. Si tratta di un’inversione di tendenza o di una serie di fortunati eventi? Solo nei prossimi mesi la risposta inizierà concretamente a prendere corpo, ma i precedenti dovrebbero aver insegnato la necessità stringente di una ristrutturazione e di una riconversione ecologica del settore che possa permettere di continuare ad esercitare un ruolo sul mercato mondiale, fondato su di una crescente sostenibilità dei cicli produttivi che vada a braccetto con la realizzazione di prodotti d’alta gamma.

Per ottenere questo risultato è indispensabile agire sul fronte nazionale quanto su quello globale. A tal proposito Aegis Europe, l’alleanza dei settori manifatturieri europei, si concentra sul coordinamento internazionale invitando i governi del G7 che si riunisce oggi in Giappone a «mantenere delle metodologie antidumping efficaci» nei confronti della Cina. Il gigante asiatico continua ad esportare acciaio sottocosto nel Vecchio continente, sfibrando le industrie europee e i loro occupati.

In una lettera ufficiale inviata anche al premier Renzi, Aegis Europe sottolinea come «la piena trasformazione della Cina in un’economia di mercato è ancora ben lungi dall’essere compiuta. Questo è particolarmente evidente nel campo del commercio internazionale, dove l’emergere della Cina come primo esportatore al mondo è andato di pari passo con il posizionamento della Cina come il paese maggiormente sottoposto ad azioni di difesa commerciale. Mentre la questione del trattamento della Cina nell’ambito delle indagini antidumping dopo dicembre 2016 è al centro dell’agenda di politica commerciale di molti governi del G7, il dibattito è attualmente in corso anche fra le istituzioni europee. A tal proposito, la scorsa settimana il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione in cui si oppone alla concessione unilaterale del Mes alla Cina e sollecita i membri del G7 a coordinarsi circa “il modo migliore per garantire che a tutte le disposizioni della Sezione 15 del Protocollo di adesione della Cina all’Omc che rimangono in vigore dopo il 2016 venga dato pieno valore giuridico nell’ambito dei rispettivi ordinamenti domestici”. Aegis Europe, l’alleanza dei settori manifatturieri europei, sostiene appieno questi messaggi e invita i governi del G7 ad unirsi per mantenere delle metodologie di calcolo del dumping che consentano di contrastare in maniera efficiente ed efficace tutte le pratiche di dumping sleale messe in atto dai produttori cinesi».

La decisione finale, per quanto riguarda l’Unione europea in particolare, sarà prodotta entro fine anno. Nel mentre le industrie nazionali come quelle del resto dell’Ue non possono permettersi di rimanere con le mani in mano. Per poter continuare ad avere un futuro, l’industria dell’acciaio deve abbandonare gli altissimi impatti ambientali che l’hanno caratterizzata fino al recente passato – con un’eredità ancora oggi pesante da gestire – per indirizzarsi su produzioni più efficienti nell’impiego di materia ed energia. L’Italia, da Taranto a Brescia passando per Piombino, ha ancora delle chance da giocare in questo scenario, ma non può cadere nella tentazioni di facili scorciatoie.