Giovanni De Feo è l’Ambientalista dell’anno 2018

A Casale Monferrato il Premio Luisa Minazzi promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia

[8 dicembre 2018]

Divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità rendendo comprensibile e desiderabile l’evoluzione verso la società low carbon. Giovanni De Feo, docente di Ecologia industriale all’ateneo di Salerno, c’è riuscito con il suo progetto educativo Greenopoli grazie al quale ha saputo raccontare anche ai giovanissimi concetti a volte molto complessi attraverso il web e incontri dal vivo a base di rap e narrazioni: è lui l’Ambientalista dell’Anno 2018, il vincitore della dodicesima edizione del Premio Luisa Minazzi promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia insieme a un vasto Comitato organizzatore di cui fanno parte diverse associazioni di Casale Monferrato, intitolato  all’attivista piemontese, tra i fondatori del circolo di Legambiente di Casale Monferrato divenuta simbolo della lotta contro l’amianto e scomparsa nel 2010.

Ecco la motivazione del premio: «Giovanni De Feo insegna Ecologia Industriale presso il Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica e Ingegneria gestionale della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno. Ma la sua capacità di divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità non conosce confini generazionali. Apprezzato per la sua competenza dagli adulti, De Feo è amatissimo anche dai più giovani, ai quali si rivolge attraverso il progetto di educazione ambientale Greenopoli (www.greenopoli.it), da lui ideato e promosso. Grazie al web e ad incontri dal vivo a base di rap e narrazioni, De Feo riesce così a trasmettere a bambini e ragazzi concetti a volte molto complessi sensibilizzandoli sulle tematiche ambientali. A maggio 2018 è stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Italiana di Scienze Ambientali – AISA. Per l’attività di divulgazione ambientale con il metodo Greenopoli, nel 2018 ha ricevuto i premi Vesuvio Verde, Anfiteatro d’argento, Premio Internazionale Prata».

Grande l’emozione di De Feo nell’apprendere di essere l’Ambientalista dell’Anno 2018:«E’ stato un anno fortunato, di grandi soddisfazioni personali e professionali. Qui a Casale ho trovato persone belle, ricche di umanità. Con Greenopoli ogni anno incontro diecimila studenti, i più giovani hanno capacità di comprensione immediata, sono i bambini che mi insegnano. Questo metodo, che consiste nell’andare a scuola e lasciarsi prendere per mano dai bambini, è il modo per arrivare a cambiare i grandi».

Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha sottolineato: «Anche quest’anno il Premio è stata l’occasione per raccontare le storie di donne e uomini che s’impegnano, ciascuno a modo proprio, per il benessere della comunità, la diffusione del messaggio ambientale, l’innovazione d’impresa, la salvaguardia del territorio –Tutte storie di un’Italia capace e sensibile, di persone che in tanti modi diversi vogliono contribuire al cambiamento. Senza dimenticare che il Premio è intitolato a una donna simbolo di una delle battaglie più dure e importanti per il nostro Paese, quella contro l’amianto che, nonostante 26 anni fa sia stato messo al bando con la legge 257/92, continua a essere molto diffuso su tutto il territorio nazionale e continua a minacciare salute e ambiente. Anche la scelta di Casale Monferrato come luogo in cui si svolge il premio è importante. Qui dopo tanti anni si è conclusa la bonifica degli stabilimenti dell’Eternit e al loro posto è sorto un parco cittadino, a testimoniare che le battaglie per l’ambiente e la salute, anche le più difficili, si possono vincere».

La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri sera, presso l’aula consiliare del Comune di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, città natale di Luisa Minazzi, a conclusione del Festival della virtù civica, che ha fatto da cornice a questo evento e realizzato dall’associazione Amici di Luisa insieme al Comune di Casale Monferrato e al Parco del Po, in collaborazione con Weleda, la media partnership de La Stampa – Tuttogreen e del bisettimanale Il Monferrato.  Gli otto finalisti del premio sono stati protagonisti in questi giorni del Festival di incontri con i cittadini e gli studenti del territorio per raccontare il loro impegno a favore della sostenibilità ambientale. Tutti sono stati insigniti di un premio speciale. A Vincenzo Cordiano, ad esempio, è andato quello per l’impegno nella ricerca e nella denuncia di rischi ambientali per la salute. Specialista nel campo dei tumori del sangue e presidente per il Veneto di “Medici per l’ambiente – Isde Italia”. Il premio speciale per l’economia sociale e sostenibile è stato invece assegnato a Francesco Panella, di Genova, che da anni si dedica alla tutela delle api, animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici.

C’è poi Marcello Dondeynaz che si è aggiudicato il premio speciale per l’attivismo civico nella difesa e valorizzazione del territorio grazie alla sua battaglia, portata avanti insieme al comitato “Ripartire dalle cime bianche”, per lo sviluppo di un turismo dolce che tuteli e valorizzi le particolarità geologiche, paesaggistiche, naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali di un ampio vallone sul versante sud del Monte Rosa. A Guendalina Salimei, direttrice dello studio di architettura Tstudio, è stato, invece, assegnato il premio speciale per la capacità di produrre bellezza e consapevolezza nell’ambiente urbano per la progettazione in un’ottica comunitaria di Corviale, il palazzo lungo un chilometro edificato negli anni ’70 su via Portuense, a Roma, ancora oggi fra i simboli delle periferie difficili. Ancora, a Salvatore Gullì, Commissario Prefettizio di San Luca, comune dell’Aspromonte sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, è stato assegnato il premio speciale per l’impegno contro le mafie e a favore dell’ambiente. Infine, quest’anno tra gli otto finalisti c’erano anche due progetti: il progetto Vento che riguarda un piano cicloturistico italiano che punta a collegare Venezia a Torino per 700 km lungo il Po che si aggiudica il premio speciale per la valorizzazione del paesaggio e di stili di vita amici dell’ambiente. Una sfida lanciata 8 anni fa pensando che la rigenerazione territoriale si possa ottenere con opere leggere in grado di produrre lavoro nelle aree più fragili. Il secondo è il progetto Recup, a cui va il premio speciale del Comitato organizzatore, un servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati da donare a chi ne abbia bisogno. Oggi Recup è attivo in 10 mercati milanesi, con circa 30 volontari fra studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, cittadini italiani, europei, extracomunitari e apolidi.