Goletta Verde arriva in Toscana: «Stop sussidi alle fonti fossili»

Il rigassificatore Olt nel mirino della storica imbarcazione di Legambiente

[12 agosto 2015]

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«La  storia del  rigassificatore Olt è esemplare della fallimentare storia italiana di progetti privati nel campo delle  infrastrutture, senza valutazioni serie e controlli». Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, accompagna l’approdo della storica imbarcazione legambientina sulle coste regionali motivando lo striscione “E io pago…” esposto dagli attivisti del Cigno Verde nei pressi del rigassificatore (nella foto).

«Questo impianto – spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – ha visto lievitare i propri costi di costruzione di oltre 500 milioni di euro, mettendo in evidenza tutte le criticità di un progetto sbagliato. Sono le bollette degli italiani a pagare oggi i costi di questo intervento, dopo che è stato riconosciuto come infrastruttura strategica e,  come tale, avente diritto a una garanzia sui mancati ricavi. Il meccanismo di legge prevede di  beneficiare di una copertura fino a un massimo del 64% dei costi riconosciuti in caso di completo inutilizzo dell’impianto. L’onere in bolletta viene stimato tra i 70 e i 90 milioni di euro all’anno».

Se la mancanza di visione strategica a livello nazionale in tema di rigassificazione rimane una realtà indifendibile, a suo tempo il viceministro allo Sviluppo economico De Vincenti sottolineò che riconoscere il rigassificatore come infrastruttura strategica avrebbe in realtà garantito risparmi per i cittadini, in quanto «grazie al servizio di peak shaving, che rende possibile in caso di punte di fabbisogno una immissione immediata di 10 milioni di metri cubi di gas al giorno, Olt permette di non far gravare sul sistema il costo della interrompibilità del gas, pari a 70 milioni di euro l’anno, e quello del mantenimento in stand by di centrali ad olio, pari ad altri 90 milioni di euro». Una contabilità quantomeno opaca, come notammo già su queste pagine, ma che oggi Goletta Verde inserisce all’interno di un contesto più generale: quello degli incentivi alle fonti fossili.

Una scelta indispensabile per fermare i cambiamenti climatici – ricordano infatti da Goletta Verde – è quella di eliminare tutti i sussidi per le fonti fossili (si stimano 1.900 miliardi di dollari, nel 2011, i sussidi per le fonti fossili a livello mondiale): è semplicemente assurdo che beneficino di sussidi l’estrazione e il consumo di petrolio, carbone, gas. Un approccio insostenibile, messo recentemente in evidenza anche dal Fondo monetario internazionale, e quantificato da Legambiente in 17,5 miliardi di euro in sussidi (diretti e indiretti) destinati ancora oggi in Italia alle fonti fossili.

Partendo da questo dato di fatto, sono «due le richieste al Governo: da una parte cambiare queste politiche scellerate, fermando tutti i sussidi alle fonti fossili e spostando tali risorse sui piccoli impianti da fonti rinnovabili, dall’altra – conclude Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde – cessare di emanare decreti che di fatto bloccano il futuro dell’Italia e la sua strada verso un futuro 100% rinnovabile».