Grazie all’efficienza energetica l’Italia ha risparmiato circa 100 Mtep negli ultimi 10 anni

Enea, una scelta green che sostiene una filiera da 50mila posti di lavoro in media l’anno

[28 giugno 2016]

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L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha pubblicato il V Rapporto sull’efficienza energetica in Italia, un’importante strumento di monitoraggio, analisi e valutazione a supporto delle politiche adottate in questo settore.

Osservandone l’andamento in una prospettiva storica, risulta in meno di 10 anni, le famiglie italiane hanno investito quasi 28 miliardi di euro per ridurre gli sprechi e rendere più efficienti le proprie abitazioni, realizzando 2,5 milioni di interventi di riqualificazione energetica tra il 2007 e il 2015. Una scelta green che sostiene una filiera da 50mila posti di lavoro in media l’anno. Complessivamente, informa l’Enea, nel periodo 2005-2015, con le misure per l’efficienza energetica sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro di spese per importare fonti fossili. Tali progressi permettono oggi di annoverare l’Italia fra i leader in Europa in questo campo, con un livello d’intensità energetica del 18% inferiore della media Ue.

Il Rapporto evidenzia inoltre che l’Italia ha raggiunto il 32% dell’obiettivo di risparmio al 2020 fissato dal Piano nazionale di efficienza energetica 2014:  tra gli strumenti per promuovere l’efficienza si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi e le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche, i cosiddetti ecobonus, utilizzati soprattutto, spiega il rapporto, per interventi di isolamento termico degli edifici, la sostituzione di infissi e l’installazione di impianti di riscaldamento più efficienti.

«Con le politiche nazionali per l’efficienza – ha sottolineato il presidente dell’Enea, Federico Testa – sono stati raggiunti traguardi importanti, anche se vi sono ancora barriere da superare e forti margini di miglioramento per accrescere il vantaggio competitivo del nostro Paese».

Da questo punto di vista, sottolinea l’Agenzia,  è necessario porre particolare attenzione al mondo della Pubblica amministrazione, tenuto conto che gli oltre 13mila edifici pubblici consumano circa 4,3 TWh di energia/anno con una spesa complessiva di 644 milioni di euro; con interventi di efficientamento questi consumi potrebbero essere ridotti fino al 40%.