Green Goods Initiative, al via i negoziati Ue con 13 Paesi per un accordo commerciale ambientale

[10 luglio 2014]

L’Unione europea ed altri 13 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) – Australia, Canada, Cina, Corea del sud, Costa Rica, Giappone, Hong Kong, Norvegia, Nuova Zelanda, Singapore,  Svizzera, Taiwan ed Usa – hanno aperto formalmente i negoziati plurilaterali in seno alla Wto sulla liberalizzazione del commercio dei cosiddetti green goods.

L’Ue è da tempo sostenitrice della rimozione delle barriere tariffarie e non tariffarie agli scambi di beni e servizi ambientali all’interno della Wto e dei nega oziati per l’accordo bilaterale e regionale di libero scambio (Fta). Il 24 gennaio l’Ue e gli altri 13 membri della Wto si erano impegnati ad avviare i negoziati per liberalizzare il commercio mondiale di beni ambientali, la  cosiddetta “green goods initiative”, visto abche che tutti questi Paesi da soli rappresentano circa l’86% del commercio mondiale di beni verdi.

L’Ue ha alcune tra le imprese più tecnologicamente avanzate del mondo che forniscono beni e servizi ambientali e l’industria verde nel nostro continente ha creato tra il 2004 e il 2011 tra i 3 e i 4,1 milioni di nuovi posti di lavoro. Una nota dell’Unione europea sottolinea che «L’occupazione nel settore è cresciuta del 20% anche durante gli anni di recessione (2007-2011). In termini di commercio, l’Ue è un leader mondiale sia in termini di esportazioni e importazioni di beni ambientali, ed è seguita dalla Cina e da altri membri dell’Apec».

La prima fase dei i negoziati plurilaterali avrà o scopo di eliminare le tariffe o dazi doganali su un’ampia lista di prodotti verdi per la depurazione di aria ed acqua, per la gestione dei rifiuti, il risparmio di energia, il controllo dell’inquinamento atmosferico e per contribuire a produrre  energia rinnovabile come solare, eolico o idroelettrico. Nella seconda fase, i negoziati potrebbero anche affrontare le questioni delle barriere non tariffarie e dei  servizi ambientali. L’Ue si è detta  particolarmente interessata a ridurre le barriere agli scambi di servizi accessori alle merci esportate e fa l’esempio della produzione di energia eolica: «Non è sufficiente solo comprare la turbina eolica: le aziende hanno anche bisogno di avere accesso ai necessari servizi di manutenzione e di ingegneria per mantenerne il regolare funzionamento».

Il commissario Ue al commercio Karel De Gucht ha accolto favorevolmente l’apertura dei negoziati: «Questa è un’iniziativa win-win per l’economia e l’ambiente è un ottimo esempio di come la politica commerciale può avere un impatto positivo sulla crescita verde, i posti di lavoro verdi, lo sviluppo sostenibile ed il cambiamento climatico Guardando oltre agli evidenti benefici per il pianeta, il commercio verde significa crescita verde per le nostre aziende, leader mondiali nelle tecnologie ambientali, e posti di lavoro verdi per i cittadini dell’Ue»

I negoziati “green goods” iniziano,  come previsto, dopo pochi mesi dai preparativi per il lancio della Green Goods Initiative  del gennaio di quest’anno. Il gruppo di membri della Wto assicura che ora si impegnerà in intensi negoziati con meeting che si terranno a scadenza regolari a Ginevra e che affronteranno temi come la sostanza dell’accordo, la copertura dei prodotti e il problema delle barriere non tariffarie per il commercio ed i servizi. In una dichiarazione congiunta i 13 Paesi Wto più l’Ue evidenziano che «Le sfide globali che ci attendono, tra le quali la tutela ambientale e il cambiamento climatico, richiedono un intervento urgente» ed aggiungono che «In questo processo ci siamo impegnati a lavorare insieme e con gli altri membri della Wto impegnati ad una simile liberalizzazione che sono interessati a far parte dei nostri sforzi ambiziosi. Siamo convinti che questa iniziativa Wto rafforzerà il sistema commerciale multilaterale basato sulle regole, sosterrà la sua missione di liberalizzare gli scambi, fornirà un importante impulso ai negoziati Dda (Doha development agenda, ndr) e beneficio di tutti i membri della Wto inclusi quelli che, una volta raggiunta la massa critica di membri che decideranno di partecipare, coinvolgeranno tutti i principali operatori e applicheranno il principio della Nazione più favorita».