Anche greenreport coinvolto nell’iniziativa dell’Ateneo come stakeholder

A Grosseto il primo Blue energy lab, per sviluppare le energie rinnovabili marine del Mediterraneo

Un confronto pubblico promosso dai ricercatori dell’Università di Siena all’interno del progetto europeo Maestrale

[2 maggio 2018]

Le energie rinnovabili marine (blue energy) rappresentano un settore industriale in rapida crescita soprattutto nei paesi del Nord Europa, tanto da rendere il Vecchio continente il leader indiscusso di queste tecnologie nascenti: circa il 90% dell’energia rinnovabile marina è infatti attualmente prodotta in Europa. All’appello manca però il fondamentale apporto del Mediterraneo, dove ad oggi sono ancora pochi gli impianti produttivi attivi. Per esplorare l’effettiva possibilità di cambiare marcia è nato il progetto di ricerca Maestrale, co-finanziato con 2,4 milioni di euro dall’Ue e coordinato a livello europeo dall’Università di Siena, che ha adottato un approccio il più inclusivo possibile nello sviluppare il progetto.

Dopo aver lanciato un questionario online per sapere quanto i cittadini conoscano le blue energy e cosa ne pensino di una loro eventuale realizzazione lungo la costa toscana, l’Università di Siena ha organizzato per domani (nella Sala del consiglio del Comune di Grosseto, a partire dalle ore 11) un momento di confronto pubblico e partecipazione sulle opportunità offerte dalle tecnologie per lo sfruttamento dell’energia rinnovabile marina: gli interventi previsti spiccano quelli di Enea, Cnr, Associazione nazionale comuni isole minori, Comune di Grosseto e Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Legambiente. Anche greenreport è stato chiamato dai ricercatori dell’Università di Siena per presenziare all’incontro – battezzato Lo sviluppo delle blue energy: tra vincoli e opportunità –, in qualità di stakeholder.

«I Blue energy lab – spiega il chimico dell’ambiente Simone Bastianoni, coordinatore del progetto Maestrale – hanno un ruolo importante nello sviluppare processi partecipativi coinvolgendo politici, istituti di ricerca, imprenditori e cittadini, e hanno una funzione essenziale per la pianificazione e la gestione di progetti pilota da realizzare nel prossimo futuro».

I “Blue energy lab” sono dunque dei laboratori ai quali partecipano enti di ricerca insieme ad istituzioni ed enti del territorio, momenti di confronto che hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del business e nell’innescare la transizione verso fonti rinnovabili, in particolare quelle provenienti dal mare: moto ondoso, maree, correnti, eolico off-shore, biomasse acquatiche, gradienti di salinità e temperatura, ad esempio. Il laboratorio che avrà luogo domani a Grosseto ha l’obiettivo di porre le basi per una strategia di sviluppo dell’energia marina nell’area mediterranea, preservando il valore ambientale e culturale del Mare Nostrum: laboratori simili si svolgono in differenti regioni di 8 paesi dell’area mediterranea, e ospitano incontri transnazionali ed eventi che servono a confrontarsi sulle migliori pratiche e esperienze. Ogni laboratorio elaborerà 2 o più progetti pilota di impianti alimentati a energie blu in ogni regione, e il risultato atteso – spiegano dall’Ateneo senese – è quello di creare almeno 20 progetti che potrebbero essere implementati nell’area mediterranea nel prossimo futuro, finanziati grazie ad un forte partenariato pubblico-privato e l’accesso ai fondi strutturali europei.

L. A.