Ikea punta all’indipendenza energetica nel 2020: già installati 500mila pannelli solari

[28 agosto 2013]

L’Ikea, la gigantesca multinazionale del mobile svedese, ha detto di aver già installato sui tetti dei suoi edifici 500mila pannelli solari, come parte di una campagna che dovrebbe portarla a diventare energicamente indipendente entro il 2020.

I pannelli sono stati montati sugli stores e i centri di distribuzione in 9 Paesi, compresi Cina e Gran Bretagna, ma con una particolare attenzione agli Usa, dove l’85% degli edifici Ikea sono “solarizzati”. Steve Howard, direttore sostenibilità del Gruppo Ikea ha detto a BusinessGreen che «In 10 Stati, gli impianti Ikea sono le più grandi installazioni solari sui tetti in quegli Stati. Questo di mostra a che livello il solare sia in grado di fornire energia affidabile».”

Il mezzo milione di pannelli soddisfa circa il 5% del fabbisogno di elettricità della multinazionale, ma insieme a 16 parchi eolici che la company ha in Paesi come Svezia, Irlanda e Polonia ed alla geotermia, un terzo dell’energia sfruttata dall’Ikea viene da fonti rinnovabili. Nel 2012’azienda svedese aveva annunciato un investimento da 1,5 miliardi di euro nelle rinnovabili che dovrebbe permettere di coprire il 70% dei suoi consumi entro il 2015. Howard  dice: «La mia previsione è che, con ogni probabilità, il numero di pannelli raddoppierà nel corso dei prossimi tre anni e che anche l’eolico si amplierà in modo significativo. Quando si acquista qualcosa come e 500.000 pannelli solari si impara molto e si possono ottenere i migliori prezzi. Grazie a questo ora possiamo realizzare il solare in più posti di prima».

La ragione che spinge l’Ikea a puntare sull’indipendenza energetica è soprattutto economica: la multinazionale punta si su un business  a lungo termine che su un’economia sostenibile e soprattutto cerca di smarcarsi dall’ aumento dei prezzi dell’energia e di prevenire le prossime regolamentazioni sulle emissioni di CO2 che si annunciano più severe, intanto migliora la propria immagine  e l’offerta ai clienti.

«Nel tempo, il solare ridurrà il costo di esercizio di uno store, il che dovrebbe portare a una riduzione dei costi dei prodotti – spiega Howard  l’installazione di illuminazione Led  ha dato come risultato un risparmio da 80.000 a 100.000 euro per store in un anno. Si tratta del controllo dell’energia e delle materie prime, che dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi nel corso del tempo. La strategia aziendale ci costringe a guardare avanti, al futuro, il che consente all’Ikea di investire in tipi di energia rinnovabile o in misure di efficienza energetica, il cui lungo periodo di ritorno potrebbe mettere fuori gioco altre companies. Venendo dalla Svezia ha sviluppato la mentalità di spendere e investire solo quello che guadagna ed anche la pianificazione a lungo termine. Abbiamo una visione più a lungo termine rispetto alla maggior parte del business e faremo le cose che hanno ritorni dopo sette, otto o nove anni. Per un sacco di produttori, nulla va oltre più di tre anni e la gente è riluttante a fare lo stesso tipo di investimenti».

Intanto i clienti dell’Ikea possono acquistare pannelli solari al mega-store di Lakeside e i fornitori della multinazionale, che costituiscono circa il 40% dei consumi energetici del sistema Ikea, si sono impegnati a i lavorare per l’efficienza energetica e ad installare impianti di energia rinnovabile, anche con il sostegno finanziario della stessa Ikea.

La multinazionale del mobile è però infastidita dai continui  cambiamenti dei sistemi di sovvenzioni e dei regolamenti per le innovabili, in particolare in Gran Bretagna e Spagna ed in alcuni Stati Usa, ma era anche preoccupata per la procedura anti-dumping avviata dall’Unione europea, ora rientrata, contro l’importazione di pannelli cinesi. Hovard sottolinea: «C’è così tanta incertezza politica che ci sono stati momenti in cui abbiamo preso la decisione di investire, ma non siamo stati ancora in grado di andare avanti. Avremmo avuto molto di più solare installato e non fosse per l’incertezza politica».

Secondo Howard in alcuni mercati sono ancora necessari gli incentivi: «Ci sono posti dove si può arrivare alla grid parity con il solare, come il sud Italia e la California, ma ce ne sono altri nei quali  è ancora necessaria qualche forma di incentivo, non incentivi lussuosi, solo una qualche forma di sostegno. Il solare non è ancora un mercato maturo, non è lontano, ma non ci siamo ancora».

Ma per l’Ikea si tratta solo di qualche complicazione in più e prosegue spedita nella sua politica per diventare completamente indipendente dal punto di vista energetico: «Tre anni fa avevamo una centrale eolica e alcuni pannelli – conclude Howard  – ora siamo un importante produttore indipendente di energia. Nel 2020, penso che potremo ringraziare noi stessi per aver fatto tutto questo».