Il 2016 sarà l’anno della geotermia in Messico

[30 dicembre 2015]

geotermia messico

Il Messico, secondo l’ultimo aggiornamento delle tabelle IGA(International Geothermal Association) si colloca, in termini di potenza installata, al quarto posto tra i paesi “geotermici”, con ben 1.017 Mwe, pari a circa l’8% del totale globale. Un valore che, tuttavia, nel caso messicano, è -secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA)- destinato a crescere del 27,9% a livello globale entro il 2035. Finora questo settore è stato sotto la responsabilità della Commissione Federale dell’Energia elettrica (CFE), la cui capacità installata rappresenta quasi il 2% della capacità totale. Ma dal 2016, la forte partecipazione del settore privato, auspicata dal Governo, dovrebbe far decadere il regime di monopolio statale su tale risorsa aprendo così a nuove prospettive di sviluppo del settore. Secondo il rapporto “Prospectiva de energías renovables” del Ministero dell’Energia, uno tra i più grandi vantaggi dell’energia geotermica è il basso costo della tecnologia di generazione, che in media ammonta a circa $ 52 MWh rispetto ai $ 280 per le fattorie solari o $ 100 dell’eolico offshore o i $ 131 delle biomasse. Tuttavia la geotermia non ha ancora raggiunto il suo massimo utilizzo soprattutto perché in passato il Messico era (ed ancor oggi) una nazione pressoché dipendente dal petrolio.

Finora la CFE ha sviluppato e gestito quattro campi geotermici nel paese: Cerro Prieto, Bassa California; Il Azufres in Michoacan; I Camini, a Puebla, e Las Tres Virgenes, Baja California Sur.
Ha inoltre individuato un altro campo: Cerritos Colorados, a Jalisco. Sebbene non vi siano impianti in esercizio, alcune indagini esplorative hanno evidenziato un potenziale stimato di 75 MW. La Commissione di regolamentazione dell’energia (CRE) ha emesso nel 2014 i primi 2 permessi per la produzione di energia geotermica, i cui progetti si trovano in Nayarit e come abbiamo già ricordato, lo scorso novembre, per la prima volta nella storia, il Segretariato dell’Energia (SE) ha assegnato i primi 30 anni di concessione.

Edgar Santoyo, ricercatore presso l’Istituto per le Energie Rinnovabili di UNAM, osserva che negli ultimi anni il governo, in particolare la SE, ha dato un forte impulso all’utilizzo delle fonti rinnovabili e per raggiungere il 35% nel portafoglio energetico del paese entro il 2024. «Negli ultimi anni, con la creazione del Centro messicano per l’innovazione in Geotermia (Cemie-Geo) si è dato impulso alla ricerca e provare a collegare il mondo accademico con l’industria è fondamentale per far crescere il capacità installata – dice Santoyo – A tale scopo nel UNAM lavoriamo in diversi programmi di formazione e di carriera post-laurea volti a tutti i settori delle energie rinnovabili per farci trovare pronti alle prossime sfide tecnologiche».