Il 2016 sarà un buon anno per lo sviluppo della geotermia

Le prospettive di sviluppo per l’industria geotermica nel mondo, e un quadro sull’attuale stato dell’arte

[5 febbraio 2016]

biancane monterotondo geotermia

Il 2016 sarà un anno «positivo» per lo sviluppo dell’industria geotermoelettrica nel mondo. Come sua consuetudine all’inizio di ogni nuovo anno il Geothermal resources council, associazione no-profit nata negli anni ’70 negli Usa e arrivata a ricoprire un ruolo di primo piano nell’approfondimento e divulgazione in fatto di geotermia, indaga le prospettive del settore a livello globale: le previsioni per il 2016 sono incoraggianti.

A livello globale la potenza installata è oggi nell’ordine di 12,6 GW, e sta crescendo: le previsioni diffuse durante l’ultimo World geothermal congress da Ruggero Bertani (Enel) individuano un modesto ma presente incremento nel biennio 2016-2017, con una più robusta accelerata dal 2018 al 2020. Per allora, i nuovi impianti geotermici contribuiranno a raggiungere una potenza installata nel settore stimata in 21,5 GW.

Questo l’obiettivo tendenziale rilanciato da Paul Brophy – presidente del Geothermal resources council -durante la presentazione dell’outlook sull’industria geotermica per il 2016, obiettivo al quale recentemente sono andate a sommarsi le più incisive prospettive disegnate dalla Global geothermal alliance: 38 paesi – Italia compresa – che, insieme, si sono impegnati entro il 2030 a quintuplicare la potenza installata a livello globale per la produzione di energia elettrica da impianti geotermici, e ad incrementare del 200%, nello stesso periodo, la quota di riscaldamento geotermico. Una quota congiunta estremamente rilevante: i già citati 12,6 gigawatt costituiscono meno della metà dei 600 petajoules che si ottengono sommando energia elettrica e calore da fonte geotermica a livello globale.

In questo quadro, l’Italia continua a rappresentare una realtà di punta a livello mondiale: dei 2,3 GW installati in Europa, 916 MW sono di origine italiana, quasi esclusivamente concentrati in Toscana. Dalla geotermia arriva dunque un contributo determinate nel raggiungimento dei nuovi target individuati dalla Conferenza Onu sul clima tenutasi a Parigi (Cop21), con lo scopo di limitare l’avanzata dei cambiamenti climatici. Nella sola Toscana sono 4 milioni le tonnellate di CO2 che la geotermia permette di evitare che vengano immesse, ogni anno, nell’atmosfera.

Un apporto che diventa ancor più determinante, ovviamente, se esteso a tutti i paesi del mondo dove già oggi la geotermia è ampiamente utilizzata per la produzione di elettricità, come di calore. Una risorsa cui anche in seno alla Cop21 si è scelto di puntare con grande decisione.