Il Consiglio regionale al lavoro per una nuova legge sulla geotermia toscana

Ieri consultazioni aperte per approfondire ogni istanza. Dai consiglieri Nardini e Pieroni una mozione a sostegno della Giunta, contro lo stop agli incentivi deciso dal Governo nazionale

[16 novembre 2018]

Dopo la forte posizione espressa dalla Toscana in favore della geotermia solo pochi giorni fa, a Larderello, ieri il Consiglio regionale è tornato a fare il punto su questa fonte rinnovabile – il cui sviluppo è messo fortemente a rischio dallo stop agli incentivi annunciato dal Governo nazionale – con una consultazione in commissione Ambiente, condotta all’insegna della pluralità: a dare il la alle consultazioni è stata infatti Anci toscana, seguita dagli interventi dei sindaci di Abbadia San Salvatore, Castel del Piano, Seggiano, Monterotondo marittimo, Sinigiano e Santa Fiora; hanno preso poi la parola i rappresentanti di Arpat, Rete geotermica, Forum ambientalista e comitati contro la geotermia – le uniche voci fuori dal coro – Confindustria, Cna e associazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil).

Come ha spiegato il presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli, la sfida in cui è impegnato il Consiglio regionale è quella di «un intervento normativo, quello sulla geotermia, intesa non solo come ricchezza per la Toscana, ma anche come volano per creare opportunità di sviluppo in termini di indotto, di attività industriali, artigianali e agricole, capaci di armonizzarsi con l’idea di una regione che ha anche altre vocazioni, in particolare turistiche». Le consultazioni si sono dunque svolte entro quest’orizzonte, cercando la quadra sul pacchetto geotermia in discussione, ovvero su tre proposte di legge: di iniziativa della Giunta regionale, di alcuni consiglieri del Pd (Leonardo Marras, Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Stefano Baccelli) e del consigliere del Movimento 5 stelle Giacomo Giannarelli.

«Come Consiglio e come Giunta intendiamo trovare equilibrio tra più strumenti in fase di adozione – ha sottolineato Baccelli – Da un lato il pacchetto geotermico, dall’altro la definizione delle Aree non idonee (Ani), per inserirle nel Piano ambientale ed energetico regionale (Paer)». Pressoché unanime, comitati esclusi, la condivisione di un punto fondamentale, ovvero che la geotermia è una grande opportunità per la Toscana, da sviluppare d’intesa con le comunità locali. «Vogliamo fare presto e fare bene per produrre una legge di qualità che possa recepire le istanze emerse in questa discussione – ha concluso Baccelli – nell’istruttoria valuteremo le vostre numerose e importanti osservazioni, attraverso un tavolo tecnico tra Consiglio e Giunta regionali».

Di fatto, però, lo sviluppo sostenibile della Toscana che vede nella geotermia un pilastro fondamentale si trova oggi chiamato con urgenza a fronteggiare un pericolo esterno: lo stop agli incentivi preannunciato dal Governo nazionale attraverso lo Schema di decreto sull’incentivazione delle fonti rinnovabili (Fer 1).

Un orizzonte contro il quale si sta muovendo tutta la Toscana, Consiglio regionale compreso: i consiglieri Andrea Pieroni e Alessandra Nardini hanno appena presentato una mozione (sottoscritta anche da Antonio Mazzeo, da Stefano Baccelli oltreché dal capogruppo Pd Leonardo Marras e dagli altri consiglieri delle aree geotermiche) a sostegno dell’azione della Giunta regionale, impegnandola a farsi portavoce con il Governo e in sede di conferenza Stato-Regioni delle istanze dei territori geotermici, affinché lo stop agli incentivi per la geotermia sia cancellato.

«Il decreto che esclude la geotermia dagli incentivi è inaccettabile e va modificato subito – commentano Pieroni e Nardini – L’ipotesi proposta dal Ministero di Di Maio, che prevede l’esclusione dagli incentivi per le rinnovabili della produzione di energia da fonti geotermiche non è accettabile; insistere su questa strada sarebbe un grave errore culturale, prima ancora che politico. Significherebbe, per territori come la Val di Cecina che da secoli convivono e vivono con questa risorsa, devastazione sociale ed economica: si parla di un comparto che occupa circa 3mila persone e muove investimenti per 150milioni di euro all’anno. Con quest’atto vogliamo dare ancora maggiore forza all’azione della giunta regionale esplicitata chiaramente nei giorni scorsi dal presidente Rossi: la geotermia fa parte della Toscana, è giusto e necessario far sentire la voce della nostra regione di fronte a scelte così scellerate. Il governo deve ascoltare la voce delle istituzioni locali, delle aziende, dei sindacati, delle comunità che, a gran voce ed in modo compatto, chiedono che si confermino gli incentivi pena la morte di una parte pregiata della Toscana».