Il Festival dello sviluppo sostenibile e il Governo del cambiamento: «Ora misure concrete»

Asvis: l’Italia resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale. Le dichiarazioni di M5S, PD, FI, FdI e Leu

[14 giugno 2018]

Dopo oltre 700 eventi in tutta Italia e milioni di persone raggiunte, il Festival dello sviluppo sostenibile si è concluso alla Camera dei Deputati, dove l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), che con i suoi oltre 200 aderenti è la più grande rete di organizzazioni della società civile italiana, ha presentato alle istituzioni i risultati emersi durante i 17 giorni del Festival nel corso dell’evento finale, “Italia 2030: un Paese in via di sviluppo sostenibile”, al quale  hanno partecipato il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ed esponenti di tutte le forze politiche.

Il Presidente dell’Asvis, Pierluigi Stefanini. ha sottolineato: «All’inizio della nuova legislatura, chiediamo che l’Agenda 2030 si confermi un impegno di tutte le forze politiche per il futuro del Paese, un patrimonio condiviso oltre le maggioranze di Governo. Non abbiamo molto tempo ed è indispensabile garantire una continuità all’azione del Governo, delle Regioni e delle Città per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile».

Secondo l’Asvis il successo del Festival dimostra che c’è «un’attenzione senza precedenti sullo sviluppo sostenibile da parte dei media e testimonia che la società civile è pronta a dare concretezza a un nuovo paradigma di sviluppo che migliori le condizioni di benessere per tutti, senza lasciare nessuno indietro».

Per Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvi, «Il Paese ha bisogno di risposte concrete alle grandi prove che ci attendono. Povertà, disuguaglianze, occupazione, migrazioni, cambiamenti climatici rappresentano le più grandi sfide dei nostri tempi che possono essere affrontate solo in una logica integrata. Come evidenziato dai nostri indicatori, l’Italia resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale, e anche parti consistenti d’Europa fronteggiano analoghi problemi. Alla nuova classe politica chiediamo, quindi, di accogliere le proposte dell’Alleanza per invertire la rotta e dare un futuro sostenibile a questa e alle prossime generazioni».

Tra le sue proposte l’Asvis ritiene prioritari l’inserimento in Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile, il coordinamento delle politiche per l’attuazione dell’Agenda 2030 in capo alla Presidenza del Consiglio, la trasformazione del Cipe in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile e politiche settoriali concretamente individuate. Inoltre, «l’Italia deve essere promotrice di un cambiamento del funzionamento dell’Unione europea nella medesima direzione».

Giovannini ha aggiunto: «Visto anche il successo del Festival, nei prossimi mesi l’Asvis continuerà a lavorare per indirizzare la politica nazionale e locale verso lo sviluppo sostenibile, rafforzando il dialogo con il Governo, il Parlamento, la Conferenza delle Regioni e l’Anci. Lavorerà poi alla preparazione del Rapporto 2018, che avrà una specifica attenzione ai territori, e avvierà nuove iniziative nel campo dell’educazione allo sviluppo sostenibile. Oltre alle azioni già in corso nelle scuole, ai corsi on line aperti a tutti, si avvieranno specifiche iniziative per giornalisti e dirigenti pubblici».

Nel suo saluto, il presidente della Camera  Fico  ha sottolineato la necessità di un nuovo modello di sviluppo: «Unica via per garantire un benessere durevole ed equo alle nuove generazioni. Il Parlamento deve valutare ogni iniziativa utile per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030. Occorre fare di più. Come ho detto nel mio discorso di insediamento, dobbiamo essere istituzione culturale e pensante, luogo di riflessione, per porre su nuove basi il nostro vivere civile e democratico, attraverso il dialogo, la cooperazione e la pace».

Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha affermato che «Per l’Europa questo è un anno fondamentale, di riflessione in vista delle nuove politiche che potranno essere introdotte dopo le elezioni europee del prossimo anno. La Commissione ha recentemente varato un pacchetto di disposizioni sull’economia circolare e ha annunciato l’intenzione di aprire una tavola permanente di confronto sulla sostenibilità e sull’economia digitale, che riunisca imprenditori e altri attori “per vedere che cosa lo sviluppo sostenibile può fare per l’Europa».

Durante la tavola rotonda moderata da Lucia Annunziata è intervenuto  Lorenzo Fieramonti del l Movimento 5 Stelle che ha ricordato che «La parola chiave dell’Agenda 2030 è integrazione: i 17 obiettivi non devono essere visti come un menù, in cui ciascun Stato sceglie di realizzare quello che gli aggrada, ma come un tutt’uno, per evitare che la visione particolaristica dell’economia prenda il sopravvento. Per esempio, la crescita economica richiesta dall’Obiettivo 8 per garantire un lavoro dignitoso può danneggiare il perseguimento degli altri obiettivi. Bisogna essere attenti alle ripercussioni sistemiche e mi auguro che nei prossimi mesi l’azione del governo come squadra diventi sempre più coerente».

Per Fratelli d’Italia, che in campagna elettorale non aveva sottoscritto il decalogo dell’Asvis  che comprendeva l’introduzione del concetto di sviluppo sostenibile nella Costituzione italiana, ma Riccardo Zucconi di FdI ha detto che si impegnerà in questa direzione e ha fatto notare che «Molte istituzioni sono in ritardo: per esempio, in Toscana manca un piano rifiuti. E’ inoltre importante puntare su un turismo che sia volano di qualità ambientale e più in generale sulla green economy: le imprese impegnate nell’economia verde hanno una percentuale di assunti a tempo indeterminato del 40%, le altre del 30%».

Dopo le sbandate eco-scettiche e negazioniste del passato, svolta green anche per Benedetta Fiorini, di Forza Italia che ha invitato a «concretizzare le tematiche tenendo conto delle tempistiche. Per esempio, introdurre un filtro per abbattere i fumi di una vetreria può avere un costo di un milione di euro all’anno. Nel nostro lavoro nelle commissioni parlamentari dobbiamo favorire l’investimento sulle tecnologie future, perché l’Italia non rimanga indietro».

Rossella Muroni, vicepresidente del gruppo di Liberi e Uguali alla Camera ed ex presidente di Legambiente, ha evidenziato che «La mobilitazione per una cultura della sostenibilità e per la diffusione degli obiettivi dell’Agenda 2030 promossa dall’Asvis con questo Festival è un contributo prezioso per spingere il Paese verso un’economia e una società più giuste, inclusive e attente all’ambiente. Uno stimolo a cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile. Rispondere alle crisi climatica, economica e sociale, contrastare le diseguaglianze e le disparità di occasioni significa anche rilanciare il Paese e dare agli italiani una prospettiva di prosperità più solida, equa e duratura. Una priorità che la politica deve assumere e che è al centro del mio impegno in Parlamento. Per far arrivare l’Italia preparata all’appuntamento del 2030 e rispettare gli impegni sul clima assunti a Parigi occorre accelerare, puntare con decisione sulla green economy e sulla formazione, sostenendo questi indirizzi strategici con politiche adeguate e coerenti. I settori su cui agire sono tanti. Partirei dalla fuoriuscita dal carbone e dallo sviluppo delle rinnovabili, dal contrasto al consumo di suolo, da una nuova fiscalità basata su criteri ambientali, dalla lotta all’inquinamento da plastica. Proprio la tutela del territorio, il contrasto al dissesto idrogeologico, la rigenerazione urbana, l’introduzione di una carbon tax, la promozione dell’autoproduzione energetica da fonti pulite e il risanamento dell’ecosistema mare dalla plastica sono gli obiettivi di tre proposte di legge che ho depositato nei primi giorni della Legislatura. Dobbiamo ripartire dalla legge sul consumo di suolo e sulla rigenerazione urbana, intervenire sui consumi di plastica anche favorendo i pescatori che finora erano costretti a ributtare in mare la plastica che rimaneva impigliata nelle loro reti. Ma soprattutto dobbiamo introdurre il principio che chi inquina meno deve pagare di meno».

L’ex ministro dei trasporti Graziano Delrio del Partito Democratico, ha ripercorso òa correndo la sua esperienza di governo e ha ammesso che «Troppi argomenti sono stati sottovalutati troppo a lungo. L’attuale modello si sviluppo è entrato in crisi perché non dà più uguali opportunità, né speranze ai giovani. Per correggerlo dobbiamo avere una pianificazione chiara, sapendo che spesso si semina per un raccolto differito negli anni, ma dobbiamo rimettere in discussione l’intero modello». Parlando del Mezzogiorno, Delrio ha detto che «Ci sono aree in ripresa e aree in fortissimo ritardo, sulle quali bisogna esercitarsi sviluppando progetti di sviluppo alternativo, per esempio rivitalizzando le linee ferroviarie come strumenti per un turismo diverso».

Conclufdendo, Giovannini ha auspicato che «Le icone dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile siano esposte nelle Camere e nelle altre istituzioni della Repubblica, per ricordare a tutti che ci sono degli scopi comuni a cui tendere, al di là delle contrapposizioni tra i partiti». Ha ribadito «l’importanza di dotare il Paese di una agenda urbana» e ha invitato i politici e i media ad aggiornare i loro messaggi: «Per esempio, mentre gli altri Paesi discutono di ambiente, noi discutiamo di competitività. Ma la competitività non si migliora intervenendo su quel 20% di costi aziendali che è rappresentato dal costo del lavoro, ma sull’altro 80%: l’economia circolare può far risparmiare sulle materie prime. Le carenze nella formazione continua fanno sì che in Italia si perpetui una domanda di servizi arretrati. Con le amministrazioni pubbliche, abbiamo perso un anno nella definizione di una direttiva che le inviti a comportamenti in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Mentre la California emana una direttiva che prescrive che ogni edificio pubblico soddisfi i suoi fabbisogni con energie rinnovabili, noi non abbiamo indicazioni su che cosa significhi avere una pubblica amministrazione verde. Anche nella discussione sul prossimo bilancio europeo 2021 – 2027, anziché ragionare su chi ci guadagna e chi ci perde, dobbiamo riposizionarci come fanno altri Paesi perché l’Europa finanzi il salto verso la sostenibilità. Ma questo può essere un tema per il nuovo intergruppo parlamentare che, vedo con soddisfazione, si sta costituendo alla Camera».

Ora bisognerà capire se il “governo del cambiamento” accetterà la sfida e se il Parlamento la farà propria o se la politica italiana sceglierà ancora una volta la comoda tecnica del “galleggiamento” in attesa che l’Europa ci imponga di nuotare nel mare del futuro e dello sviluppo sostenibile.