Il futuro del mare: Legambiente risponde all’armatore Vincenzo Onorato

«Ci piacerebbe che il futuro del mare cominciasse qui e ora, eliminando per esempio da subito la plastica usa e getta dalle navi»

[14 agosto 2018]

Fa piacere che un imprenditore importante come Vincenzo Onorato, armatore delle flotte Moby/Toremar e Tirrenia, scriva sulla sua pagina Facebook: «Solo nel XX secolo sono state prodotte 9,1 miliardi di tonnellate di plastica. Una quantità tale da generare piccoli continenti che fluttuano negli oceani. Una società americana ha realizzato una macchina in grado di trasformare la plastica in blocchi adatti alla costruzione di abitazioni, riducendo così l’impatto sull’escosistema marino. Voi come immaginate #IlMareDelFuturo?».

Evidentemente se la consapevolezza del problema dell’inquinamento marino da “plastica” è così ampia vuol dire che questi anni di lavoro e di sensibilizzazione fatti da Legambiente insieme a molti altri non sono stati vani.

Come il dottor Onorato certamente saprà, l’Elba e l’Arcipelago Toscano sono da anni oggetto delle nostre campagne di pulizia di spiagge e coste, censimento del beach litter e citizen science con Vele Spiegate, l’iniziativa che stiamo portando avanti con Diversamente Marinai, Enea ed università di Siena, e quest’anno è partito anche il progetto sul marine litter Pelagos Plastic Free del Segretariato del Santuario internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos, che stiamo realizzando con i ricercatori francesi di ExpeditionMed: quindi raccogliamo volentieri il suo invito a dire come immaginiamo il mare del futuro, a partire da quello delle nostre isole.

Il futuro lo immaginiamo con traghetti moderni, magari elettrici e alimentati a energie rinnovabili come quelli che navigano già nel nord Europa, e non vecchi scafi riciclati e ridipinti che emettono denso fumo nero ogni volta che attraccano o salpano le ancore.

Il futuro lo immaginiamo con navi che diventino il biglietto da visita sulle buone pratiche e le buone abitudini e regole da osservare quando si sbarca nelle isole dell’Arcipelago Toscano, ad iniziare da una vera ed efficace raccolta differenziata a bordo.

Ci piacerebbe che il futuro del mare cominciasse qui ed ora, senza aspettare gli americani, eliminando per esempio da subito la plastica usa e getta – piatti, bicchieri, cucchiaini, ecc. –  dai bar delle navi del dottor Onorato e sostituendoli con materiali riutilizzabili, riciclabili e compostabili che sono già in commercio e che spesso sono made in Italy.

Abbiamo apprezzato la campagna sui diritti dei marittimi, molto meno il tono nazionalista che le è stato dato e, parlando di futuro e di lavoro, ci piacerebbe anche che i nuovi traghetti non si costruissero in Cina o in Corea del sud e che quelli vecchi non si rottamassero (o si comprassero e ridipingessero) all’estero, così si darebbe lavoro ai cantieri del nostro Paese.

Visto che il dottor Onorato ci sembra sensibile alle tematiche patriottiche, ci piacerebbe che in futuro delle navi dipinte con simpatici cartoni animati non venissero più noleggiate a un governo autoritario per trasformarle in caserme per reprimere un movimento nazionale e democratico come quello catalano.

Perché il futuro del mare, la salvaguardia del suo ambiente, non bisogna solo sognarlo su Facebook, bisogna anche costruirlo con atti concreti, passando dai post ai fatti, dagli spot alla modifica reale di politiche imprenditoriali che di sostenibilità ambientale hanno spesso solo una verniciatura.