Il mercato del riuso in Italia

Negli ultimi 6 anni Mercatino ha (ri)venduto 55.328.883 oggetti: con quali benefici, economici e ambientali?

[8 maggio 2018]

La Mercatino S.r.l., importante realtà italiana nel settore del riuso, ha condotto in collaborazione con Ecoinnovazione un’indagine con metodologia Lca (Life cycle assessment) su un paniere di circa 7 milioni di oggetti: sono loro i protagonisti del riuso, o meglio quelli movimentati nell’ultimo anno da Mercatino. I risultati dell’analisi mostrano come non solo il riuso consenta di preservare il valore dei prodotti, ma nel caso specifico abbia evitato immissioni in atmosfera di circa 45.000 t di gas serra (che equivalgono alle emissioni assorbite da 240.000 alberi in 5 anni), un consumo di risorse (energia, combustibili, minerali, etc.) che equivale a quelle necessarie per costruire 310 appartamenti da 80 Mq (oppure a quelle consumate in 1 anno dagli abitanti di un comune di 14.000 abitanti), e l’emissione di circa 30.000 kg PM2.5 equivalente (pari alle emissioni di particolato generate dall’uso di circa 3 miliardi di sigarette da 650.000 fumatori giornalieri).

«Il settore dell’usato – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – risponde a una precisa esigenza ambientale, cioè la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte. Anziché terminare la loro vita nei cassonetti, negli econcentri o in impianti di trattamento di smaltimento dei rifiuti, gli oggetti ancora in buono stato possono essere riutilizzati da altri soggetti, consentendo di soddisfare la domanda dei consumatori, abbattendo l’impatto generato dalla produzione o dal nuovo packaging e diminuendo sistematicamente il conferimento presso le isole ecologiche».

Al contempo, il riuso rende possibili margini di guadagno: i 7 milioni di oggetti movimentati da Mercatino nel periodo giugno 2016 – maggio 2017 «arrivano dai cittadini e sono redistribuiti nello stesso territorio con una ricaduta economica positiva stimata attorno ai 40 mln di euro rimborsati ai venditori (dato medio nazionale annuo)», aggiungono dall’azienda.

Allargando poi il campo d’osservazione agli ultimi anni, i volumi di oggetti movimentati naturalmente assumono dimensioni maggiori. Guardando al riuso dei prodotti venduti nelle sedi di Mercatino in tutta Italia negli ultimi 6 anni, l’indagine individua un flusso che «ha permesso di recuperare 55.328.883 oggetti, l’equivalente di 11.402.561 metri cubi», che a loro volta «equivalgono al volume totale di rifiuti urbani conferiti in discarica nel 2016 in Italia (fonte: rapporto Ispra 2017)».

Naturalmente, ciò non significa che il riuso può da solo risolvere il problema dei rifiuti (anche solo gli urbani) in Italia come altrove, dato che sono moltissime le tipologie di beni e/o materiali che una volta divenute rifiuti necessitano di nuovi processi industriali – ovvero il riciclo – per tornare a nuova vita, mente per altre ancora anche la via del riciclo risulta impraticabile. Ad esempio, una recente analisi proposta dall’Occhio del riciclone e Utilitalia mostra come il riuso dei beni durevoli lasci fuori dalla porta il 98% dei rifiuti urbani prodotti in Italia.

I numeri messi in fila da Mercatino e Ecoinnovazione mostrano altro: la bontà del riuso come anello fondamentale all’interno della gerarchia europea per la gestione dei rifiuti, che vede all’apice la prevenzione, seguita nell’ordine dal riuso, dal riciclo, dal recupero energetico e infine dallo smaltimento in discarica.

«È sulla base di questi risultati incoraggianti per la nostra economia, per il territorio e per la sostenibilità, di cui tanto si parla, che con Legambiente abbiamo già firmato i primi due  “Protocolli d’intesa” con i Comuni di Trapani ed Erice, e altri che a seguire intenderanno avviare la sperimentazione scientifica Lca nei propri territori», conclude il presidente di Mercatino Sebastiano Marinaccio.