Ora la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, agli Stati 2 anni di tempo per implementarlo

Il pacchetto normativo sull’economia circolare può partire: è approvato anche dal Consiglio Ue

«Nostro compito principale è ora garantire che le promesse sancite in questo pacchetto legislativo siano concretizzate», commentano da Bruxelles

[22 maggio 2018]

Con l’odierna approvazione definitiva anche da parte del Consiglio Ue, il nuovo pacchetto normativo europeo sull’economia circolare ha terminato il proprio percorso legislativo, iniziato ormai nel lontano 2014 a opera della Commissione europea guidata allora da Barroso. Un bel modo per festeggiare l’inizio della Eu Green Week 2018, apertasi oggi a Bruxelles.

«L’approvazione definitiva delle nuove norme dell’Unione sui rifiuti da parte del Consiglio segna un momento importante per l’economia circolare nel nostro continente – commenta il commissario per l’Ambiente Karmenu Vella – I nuovi obiettivi di riciclaggio e smaltimento in discarica tracciano un percorso credibile e ambizioso per una migliore gestione dei rifiuti in Europa. Nostro compito principale è ora garantire che le promesse sancite in questo pacchetto legislativo siano concretizzate. La Commissione intende fare il possibile perché la nuova legislazione dia risultati sul campo».

Secondo la Commissione le «nuove norme adottate oggi rappresentano la normativa in materia di rifiuti più moderna al mondo» e, dedicandosi a migliorare la gestione delle 242,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotte ogni anno nell’Ue (ma tralasciando di dare indicazioni sulle altre 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti speciali), prevedono ad esempio nuovi target per la prevenzione, per la raccolta differenziata, per l’avvio a riciclo e per la graduale riduzione dei rifiuti messi in discarica, ripercorrendo così la gerarchia per la corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti (riduzione, riuso, recupero di materia, recupero di energia, smaltimento).

Per quanto riguarda la prevenzione, la Commissione spiega che il nuovo pacchetto normativo «introduce obiettivi importanti per gli sprechi alimentari nell’Ue e per i rifiuti marini, in modo da concorrere al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite»; circa la raccolta differenziata, ricorda che adesso «entro il 2022 si dovranno raccogliere separatamente i rifiuti domestici pericolosi, entro il 2023 i rifiuti organici ed entro il 2025 i tessili»; in tema di avvio a riciclo, invece, sottolinea che «l’inasprimento delle norme per il calcolo delle percentuali di riciclaggio aiuterà inoltre a monitorare meglio i progressi realmente compiuti nella realizzazione dell’economia circolare»; guardando infine lo smaltimento, afferma che «entro il 2035 i rifiuti urbani smaltiti in discarica dovranno essere ridotti, per costituire al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti». La termovalorizzazione e più in generale il recupero di energia, in quanto anello nella gerarchia per un’ottimale gestione dei rifiuti, continua ad essere presente nella normativa Ue.

Il prossimo passo adesso riguarderà la pubblicazione delle nuove normative sulla Gazzetta ufficiale europea; le norme saranno operative dopo 20 giorni dalla pubblicazione, e dovranno essere poi calate nel corpus legislativo dei singoli Stati membri. «A livello nazionale – ha già spiegato a greenreport Simona Bonafè, ovvero la relatrice delle quattro direttive per l’Europarlamento – è fondamentale partire il prima possibile con un percorso chiaro per l’implementazione delle Direttive sull’economia circolare. La norma europea concede 24 mesi per la piena implementazione, ma penso sia necessario uno scatto immediato».