La repubblica islamica scommette sull’energia eolica

Il Pakistan scopre un corridoio del vento: si punta a 2.500 MW di eolico entro il 2015

[8 luglio 2013]

Il nuovo governo del Pakistan è pronto a dare il via a progetti eolici per soddisfare buona parte del fabbisogno energetico nazionale attraverso le tecnologie dell’energia rinnovabile. Secondo quanto ha detto al quotidiano The Nation un funzionario di Alternative energy development board (Aedb), «L’energia eolica è conveniente e con investimenti del settore privato può diventare un sostituto  della produzione di energia termica».

I dati presentati dello stesso Aedb e dal Pakistan meteorological department, in base a sopralluoghi fatti negli anni ’90 e nei primi anni 2000, dimostrano che le aree costiere delle province del Sindh e del Belucistan ed  e alcune zone del nord del Paese abbiano le maggiori risorse eoliche. In particolare, i rapporti ufficiali che identificano nelle provincia di Sindh, distretti di Thatta, Karachi, Hyderabad e Badin e nella provincia del Belucistan, distretto di Gwadar e Makran Coastal Belt  come quelli che «Possiedono potenziali siti per lo sviluppo, l’installazione e la messa in servizio di impianti eolici».

Il governo di Islamabad prevede di realizzare fino a 2.500 MW di eolico entro la fine del 2015 e sottolinea che «L’energia eolica è sostenibile, pulito, sicura, economicamente competitiva e crea posti di lavoro».

Il primo progetto eolico in Pakistan ha iniziato a fornire 50 MW di energia a Jhimpir, nel Sindh, nel dicembre 2012 e l’Aedb ha recentemente  approvato il grande progetto eolico  New Park Energy Phase da 1.400 MW vicino a Port Qasim.

In un recente rapporto dell’United States agency for international development (Usaid) ha rivelato che il Pakistan ha il potenziale per  produrre circa 150.000 MW di energia eolica ed i  progetti eolici possono recuperare un investimento di circa due miliardi di dollari.

Secondo un altro studio, il Pakistan il potenziale per produrre  3,2 milioni di MW da fonti energetiche rinnovabili tra cui 340.000 MW di eolico, 2,9 milioni di MW da solare, 50.000 MW dal grande idroelettrico,  3.100 MW dal mini idroelettrico, 1.800 MW da cogenerazione e 500 MW da rifiuti.

Il fabbisogno energetico crescente del Pakistan e in rapidissima crescita e la velleità di rispondere con il nucleare fornito dai cinesi era solo un’illusione propagandata dai militari per tenere in piedi il rifornimento al nucleare per produrre bombe atomiche.

L’energia in un Paese sempre più popolato ed in crescita economica è sempre più scarsa e il governo del Pakistan vuole diversificare il suo mix energetico in modo da ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio importati, in particolare puntando sulle risorse energetiche rinnovabili nazionali. I dati raccolti durante la mappatura del vento delle zone costiere del Sindh e del Belucistan, provenienti da 20 stazioni di monitoraggio, hanno disegnato un corridoio del vento nella zona tra Hyderabad a Kati Bandar con un immenso potenziale per produrre elettricità. Questo  corridoio del vento si estende fino allo Stato indiano del Rajastan, dove infatti il governo di new Delhi ha già costruiti diversi impianti eolici.

Il governo di Islamabad sottolinea che «Lo sviluppo di impianti eolici a Jhimpir, Gharo, Keti Bandar e Bin Qasim nel Sindh, non solo di riduce  la carenza di energia elettrica, ma riduce l’onere delle importazioni di petrolio di 12 miliardi di dollari all’anno». La maggior parte di queste risorse eoliche derivano dalla energia del grande sistema del monsone del sud-ovest che soffia sul Pakistan da giugno a settembre.  Il Pakistan si prepara così ad installare turbine da almeno 750 KW e fino a 5 MW  per sfruttare queste risorse eoliche e produrre energia.