Il sindacato contrario alla proposta di moratoria sulla geotermia toscana

Monia Neri (Filctem-Cgil): «Questo stato di incertezza ha già portato nel 2018 ad una forte riduzione degli investimenti da parte di Enel (da 200ML a 80 ML) con gravi conseguenze negative sulle ditte appaltatrici e i livelli occupazionali locali»

[27 agosto 2018]

Continua su toni sempre più preoccupati il dibattito nato nei territori geotermici a seguito della proposta di legge contenente la richiesta di una nuova moratoria sulla geotermia toscana, avanzata in Consiglio regionale dal capogruppo Pd Leonardo Marras insieme ai consiglieri Simone Bezzini e Stefano Scaramelli. Dopo l’intervento di molti sindaci geotermici e di altri tre consiglieri Pd contrari all’iniziativa (Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni), oltre all’occasione per fare il punto della situazione offerta dalla Festa de l’Unità di Castelnuovo Val di Cecina anche il sindacato torna a far sentire la propria voce, successivamente all’intervento diffuso già a fine luglio.

Monia Neri, coordinatrice Filctem-Cgil Larderello, informa sullo «stato di agitazione che si sta “preparando” nel comparto geotermico, in particolare nella Val di Cecina», giustificando l’iniziativa con le «conseguenze immediate» che l’adozione della moratoria avrebbe sul territorio: «Blocco dei procedimenti in corso per adeguarli ai nuovi indirizzi, blocco del rilascio di autorizzazioni, blocco degli iter di valutazione di impatto ambientale».

«La nostra zona – avvisa Neri – non può vivere senza geotermia; con la moratoria la situazione economica del territorio, già precaria, si aggraverebbe in modo forse irreparabile. È da anni che aspettiamo la firma del protocollo di intesa tra Regione, Enel green power e enti locali per definire il piano di investimenti nel prossimo futuro. Questo stato di incertezza ha già portato nel 2018 ad una forte riduzione degli investimenti da parte di Enel (da 200ML a 80 ML) con gravi conseguenze negative sulle ditte appaltatrici e i livelli occupazionali locali. Non possiamo davvero più aspettare».

Dato il contesto il sindacato non solo boccia la proposta di moratoria, ma ritiene al contempo «fondamentale e irrimandabile» la realizzazione di Piancastagnaio 6 (Pc6), progetto che « ha ricevuto l’ok anche dall’amministrazione comunale di Piancastagnaio, e per la quale l’Enel ha previsto l’introduzione di nuove metodologie per il miglioramento ambientale (riduzione emissioni e cattura della CO2)». Che cosa accadrebbe al progetto in caso di moratoria? «La scadenza della Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) per la costruzione della centrale di Pc6 era fissata per il 31 luglio, e ora rischia di rientrare nella moratoria», dichiara la coordinatrice Cgil, spiegando che «Pc6 è un progetto importante e necessario per l’Enel ma anche per i territori geotermici, che non é più possibile rimandare, perché garanzia di lavoro e occupazione per i prossimi tre anni, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini».

Per fare fronte a questa «grave situazione» gli amministratori, le forze sociali, gli imprenditori dei territori geotermici si stanno impegnando per far sentire la loro voce in Regione; se per domani 28 agosto il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina ha indetto un’assemblea pubblica, per far sentire la voce del territorio «forte e chiara al pari di quella che da molti, troppi anni, si alza per creare attorno alla geotermia polveroni e strumentalizzazioni», Neri informa che il 23 agosto si è già «riunito l’Osservatorio economico dell’Alta Val di Cecina, in cui erano presenti oltre ai sindaci dei comuni di Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo e Pomarance anche rappresentanti imprenditoriali e sindacali».

«Nell’occasione – conclude la sindacalista – è stata condivisa la lettera che gli imprenditori delle aziende di tutto il comparto geotermico (ed è la prima volta che le aziende della zona geotermica tradizionale e dell’Amiata dimostrano unità di intenti) intendono inviare al Consiglio regionale. In tale lettera si mettono in evidenza come le peculiarità economiche (turismo, artigianato, agricoltura), paesaggistiche e ambientali delle zone geotermiche siano in sintonia e spesso in sinergia con l’attività industriale, e si richiede, oltre al superamento della moratoria, la firma in tempi rapidi del protocollo di intesa tra Enel e Regione e comunque l’autorizzazione di Pc6 oltre una maggiore tutela delle imprese locali nell’ambito degli appalti Egp».