Da Di Maio conferenza in diretta streaming, ma il documento non è stato reso disponibile

Ilva, qual è l’ultimo parere dell’Avvocatura di Stato? Non lo sappiamo

Bentivogli (Fim-Cisl): in questi mesi «il ministro ha dato contemporaneamente ragione a chi vuole chiudere l'Ilva e a chi la vuole rilanciare ambientalizzata. Basta campagna elettorale»

[23 agosto 2018]

È arrivato l’atteso parere dell’Avvocatura dello Stato – richiesto dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio – sulla legittimità della gara per la cessione dell’Ilva, che ha visto vincitrice la cordata guidata da ArcelorMittal. Si tratta di «35 pagine», spiegano dal Mise, ma non è dato leggerle.

L’unico documento ufficiale attualmente disponibile consiste in una breve nota stampa diffusa ieri sera dal ministero, dalla quale emergono dichiarazioni di peso da parte di Di Maio. «Persistono forti criticità e nuovi elementi fondamentali che porterebbero al sospetto di illegittimità dell’atto», afferma il ministro, aggiungendo che «tra le altre cose, l’Avvocatura evidenzia una possibile lesione del principio di concorrenza: lo spostamento del termine al 2023 per l’ultimazione degli interventi ambientali avrebbe dovuto suggerire una proroga del termine per la presentazione di ulteriori offerte. E in relazione alle tutele ambientali l’estrema importanza di ambiente e salute richiede altri necessari approfondimenti in materia».

Per il momento si prende tempo, dunque, alimentando però un clima di grande incertezza attorno al futuro ormai prossimo della città di Taranto e dell’acciaieria più grande d’Europa. Incertezza che il documento dell’Avvocatura potrebbe quantomeno contribuire a lenire: ma il testo, appunto, non è stato reso pubblico.

A farne il riassunto è stato oggi lo stesso ministro, che ha affrontato il tema in una conferenza stampa diffusa in diretta streaming sulla sua pagina Facebook, imputando colpe al precedente esecutivo: «Per noi – argomenta Di Maio – l’illegittimità dell’atto c’è perché c’è un eccesso di potere, ora si apre il fronte dell’interesse pubblico del piano ambientale. Per questo al termine di questa conferenza stampa mi recherò al ministero dell’Ambiente. L’Avvocatura ci dice che noi potevamo annullare per opportunità, ma avremmo dovuto indennizzare il privato che aveva vinto». Tanto che il ministro Di Maio si spinge a parlare di «delitto perfetto» fatto dallo «Stato creando una procedura piena di vizi e illegittimità», arrivando a sposare una contraddizione in termini: «La gara per l’Ilva è illegittima, ma non si può annullare».

Un’interpretazione che potrebbe essere rafforzata (oppure contestata, dato che da tre settimane i giornali pubblicano indiscrezioni che confermavano la regolarità della gara) attingendo alla fonte originaria, ovvero il parere testuale reso dall’Avvocatura dello Stato. Perché non è possibile leggerla? Alla richiesta di avere il testo da parte dei sindacati il Mise – informa Marco Bentivogli, segretario generale dei metalmeccanici Fim-Cisl – il «Mise dice che l’avvocatura ha preteso che “il testo non venga divulgato”», anche se il precedente Governo «aveva reso pubblico» quanto fornito dall’Avvocatura.

«Dopo aver impedito fotografie e riprese durante gli incontri sindacali, ritengo importante che il Ministro si presenti con il testo dell’Avvocatura per chiarire definitivamente questa vicenda. Il precedente Governo lo rese pubblico, ci aspettiamo altrettanto da questo Governo che fa della trasparenza la sua bandiera», aggiunge Bentivogli in una nota diffusa dalla Fim-Cisl. Anche perché il tempo per governare il destino dell’Ilva stringe.

«Siamo a due settimane dalla scadenza della proroga dei Commissari data dal Ministro Di Maio. Fino ad ora – conclude Bentivogli – è stata fatta solo confusione. Mesi in cui il Ministro ha dato contemporaneamente ragione a chi vuole chiudere l’Ilva e a chi la vuole rilanciare ambientalizzata. Non abbiamo nessun pregiudizio sull’operato del Ministro e del suo dicastero, chiediamo solo di decidere perché è da maggio che la trattativa si è interrotta. Abbiamo atteso troppi mesi di scaricabarile, i lavoratori non attenderanno ancora per molto tempo. Basta campagna elettorale. Se ci sono criticità gravi, annulli la gara altrimenti è fumo e confusione utile solo alle prossime elezioni. La fabbrica è senza manutenzione e pericolosissima».

«Entro il 15 settembre saremo al tavolo con sindacati e Mittal», ha rassicurato il ministro Di Maio durante la conferenza stampa di stamattina, ma nell’ambiente sindacale il clima appare tutt’altro che sereno. «Dire che dal parere dell’Avvocatura siano emerse criticità non aggiunge nulla di nuovo a questa assurda vicenda, se non ulteriori e dannose incertezze», attacca Rocco Palombella della Uilm, mentre il segretario generale della Fiom Francesca Re David richiama al pragmatismo: «Nella trattativa con ArcelorMittal ci siamo spinti fino a dove potevamo e dovevamo. Ora tocca al governo chiedere all’acquirente di modificare posizione. E lo deve fare presto, perché il 15 settembre si avvicina sempre di più».