Impianti geotermici a bassa entalpia, la climatizzazione degli edifici secondo Veos

Il gruppo italiano punta su un «generatore di calore a zero emissioni in loco, compatibile con i vecchi impianti a termosifone»

[17 settembre 2018]

L’inquinamento nelle aree urbane e l’avanzata dei cambiamenti climatici impongono un cambio di passo anche nel modo in cui riscaldiamo case, edifici commerciali e strutture industriali: una sfida enorme, dato che, ad oggi,  il 47% dei consumi finali di energia in Europa è assorbito proprio dal riscaldamento e dal raffrescamento (e solo per il 19% sono coperti da fonti rinnovabili). In questo scenario, la geotermia rappresenta sicuramente uno strumento molto versatile.

L’ultima dimostrazione arriva da Veos spa: holding operativa con sede legale a Monza, è nata nel 2013 e da allora investe in tecnologie e modelli di business indirizzati allo sviluppo sostenibile. All’interno di questa strategia ha recentemente acquisito  E.Geo, importante azienda italiana operante nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti geotermici a bassa entalpia, per la climatizzazione degli edifici civili, industriali e commerciali.

«Con l’acquisto di E.Geo, all’interno del gruppo Veos – commenta il  presidente, Massimo Orlandi – le migliori competenze in ambito geotermico affiancano la tecnologia di Teon, che ha brevettato e sviluppato Tina, generatore di calore a zero emissioni in loco, compatibile con i vecchi impianti a termosifone. In altre parole Tina è in grado di adattarsi al 90% del patrimonio edilizio italiano, senza implicare ristrutturazioni onerose e invasive».

Tina è un generatore di calore idrotermico ad alta temperatura, che per funzionare impiega meno del 30% di energia elettrica, traendo il resto del calore dall’acqua di prima falda: sua peculiarità è quella di poter raggiungere temperature fino a 85°, rendendo così possibile rimpiazzare le caldaie a combustibile fossile anche in presenza di vecchi impianti (i vecchi radiatori funzionano a 70-80 °C, mentre le pompe di calore tradizionali generalmente non superano i 60 °C). Una tecnologia, quella di Tina, che ad oggi appartiene al gruppo Veos proprio come E.Geo.

«Questo connubio ci consente di aumentare di un ordine di grandezza il mercato, finora marginale, del riscaldamento ‘fossil free’, basato sul vettore elettrico ma soprattutto sull’utilizzo di energia rinnovabile: acqua di prima falda o sottosuolo. Veos – conclude Orlandi – si posiziona così come l’unico player in grado di soddisfare la domanda di riscaldamento sostenibile proveniente anche dagli edifici già esistenti».