In Svizzera ci sarà il referendum sui pesticidi sintetici. Bando totale in 10 anni (VIDEO)

Raggiunte le 100.000 firme su iniziativa della società civile. Finora solo il Bhutan ha vietato tutti i pesticidi

[17 maggio 2018]

Future 3.0, un’iniziativa della società civile che si definisce «Nata da un movimento apolitico di semplici cittadini» e che «chiede solo di potersi nutrire e di consumare senza subire conseguenze negative per la salute», ha annunciato di aver raggiunto più delle 100.000 firme  necessarie per indire un referendum per chiedere il divieto di utilizzo di pesticidi sintetici che si applicherebbe a tutti gli agricoltori, alle industrie e ai prodotti alimentari importati.

Se il referendum avrà successo, la Svizzera diventerebbe il secondo Paese dopo il Bhutan ad attuare un divieto totale. Ma potrebbero passare almeno tre anni prima che gli elettori svizzeri possano andare alle urne. La petizione formale sarà presentata alla Cancelleria federale a Berna il 25 maggio. Dopo i controlli di autenticità le firme saranno trasmesse al Consiglio federale svizzero che avrà un anno di tempo per fornire osservazioni e raccomandazioni al Parlamento. Dopo i parlamentari avranno  altri due anni per accettare l’iniziativa e programmare un voto, o per presentare un’iniziativa contraria.

Secondo Future 3.0, «Le capacità e le risorse tecniche attuali ci permettono di concretizzare da subito questa iniziativa. Essa prevede comunque un periodo di transizione di dieci anni a partire dalla sua accettazione per poter rispondere in modo ottimale ai vari bisogni di tutti gli attori. Impedendo l’uso e l’importazione dei pesticidi sul territorio svizzero, creiamo le condizioni quadro necessarie per avere un’agricoltura sostenibile e rispettosa della salute pubblica. Nessun commercio può prevalere sulla salute: riorientiamo l’economia ricentrandola sugli esseri umani e sull’ambiente».

Il referendum svizzero arriva sulla scia dell’acceso dibattito sui pesticidi che si è sviluppato in Europa nell’ultimo anno e dopo che l’Ue ha dato nuovamente il via libera all’utilizzo del più utilizzato e famoso dei diserbanti, il glifosato, mentre Paesi come la Francia e l’Italia puntano a vietarlo.

Gli ambientalisti, gli agricoltori biologicio e gli apicoltori si sono però consolati con il divieto quasi totale di insetticidi neonicotinoidi  approvato dall’Ue poche settimane fa,

L’iniziativa della ricchissima Svizzera andrebbe ben oltre la manciata di città e regioni in tutto il mondo che hanno già vietato tutti i pesticidi sintetici e avrebbe anche un’importanza globale maggiore rispetto al divieto imposto dal povero e remoto Bhutan nel 2013, anche perché in Svizzera ha sede Syngenta, il più grande produttore mondiale di pesticidi.

Antoinette Gilson, una delle leader di Future 3.0, spiega su BBC News che la raccolta di firme «All’inizio è andata  piuttosto lentamente, ma poi ha raccolto molto sostegno, soprattutto dai giovani, e poi ha preso slancio e alla fine abbiamo avuto parecchie firme. Non usare pesticidi provocherà un cambiamento completo nelle pratiche agricole. Potrebbe essere difficile da attuare, ma in Svizzera già circa il 13% degli agricoltori sono biologici, ne ho parlato con molti e non ne ho incontrato uno che si sia pentito di aver rinunciato ai pesticidi».

Le nuove norme si applicherebbero anche alle importazioni  e potrebbero avere impatti significativi sui Paesi limitrofi, dato che, , secondo i dati dell’Amministrazione federale delle dogane, la Svizzera importa quasi 500 kg di cibo pro capite all’anno.

Gli agricoltori tradizionali e i rappresentanti dell’industria sono nettamente contrari al referendum de dicono che è troppo estremista e che quindi non otterrà il sostegno popolare: «L’iniziativa è troppo radicale e va oltre il suo obiettivo – ha dichiarato Anna Bozzi di Science Industries Switzerland –  I prodotti fitosanitari sono indispensabili per scongiurare malattie e parassiti: un divieto generale inciderebbe enormemente sui rendimenti e sulla qualità dei prodotti agricoli in Svizzera: il divieto di importazione ostacolerebbe l’offerta e aumenterebbe i prezzi».

Quelli di Future 3.0 risbattono che se il referendum passerà avrà effetti a catena sugli altri Paesi ed Edward Mitchell dell’università di Neuchâtel concorda: «Sono convinto che altri Paesi possano seguirne l’esempio. “La Svizzera con il suo sistema di democrazia diretta è in qualche modo diversa dagli altri Paesi, il che rende forse più probabile un tale cambiamento a breve termine».

Ecco il testo dell’iniziativa popolare sui peticidi: 
La Costituzione federale1 è modificata come segue: 

Art. 74, cpv. 2bis 
2bis L’utilizzazione di pesticidi sintetici nella produzione agricola, nella trasformazione dei prodotti agricoli e nella cura del suolo e del paesaggio è vietata. L’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi è vietata.
Art. 197, n. 122 
12. Disposizione transitoria dell’art. 74 cpv. 2bis
1 La legislazione di esecuzione dell’articolo 74 capoverso 2bis entra in vigore entro dieci anni dall’accettazione di questa disposizione da parte del Popolo e dei Cantoni.
2 Il Consiglio federale emana provvisoriamente le disposizioni di esecuzione necessarie mediante ordinanza, provvedendo ad assicurare un’attuazione progressiva dell’articolo 74 capoverso 2bis.
3 Fintanto che l’articolo 74 capoverso 2bis non sia interamente attuato, il Consiglio federale può autorizzare provvisoriamente derrate alimentari non trasformate contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi soltanto se sono indispensabili per far fronte a una minaccia fondamentale per l’uomo o la natura, in particolare a una grave situazione di penuria o a una minaccia eccezionale per l’agricoltura, la natura o l’uomo.
1 RS 101
2 Il numero definitivo della presente disposizione transitoria sarà stabilito dalla Cancelleria federale dopo la votazione popolare.

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  • Initiative pour une Suisse libre de pesticides de synthèse