In Toscana non è mai stata prodotta tanta elettricità dalla geotermia

[23 gennaio 2015]

I dati sulla produzione di energia elettrica da geotermia, appena aggiornati all’anno solare 2014, testimoniano il raggiungimento di nuovo record per la Toscana. Nei passati 12 mesi sono stati infatti prodotti 5.548 GWh, un dato che supera il precedente primato (raggiunto l’anno precedente), quando la produzione era stata di 5.301 GWh: un aumento di quasi 250 GWh.

Anche alla luce della moratoria recentemente annunciata dal presidente della Regione Enrico Rossi riguardo ai nuovi progetti, cui è seguito un ampio dibattito sulle nostre pagine, quello della geotermia in Toscana appare comunque un percorso in decisa crescita. Il nuovo record di produzione da fonte geotermica in Italia, che segna un aumento di quasi 250 GWh rispetto al 2013, è stato possibile – comunicano da Enel Green Power – grazie all’ottimizzazione tecnologica degli impianti la cui efficienza impiantistica è stata superiore al 98%. Per stabilire la percentuale di copertura sul totale del fabbisogno elettrico toscano occorrerà attendere i dati ufficiali sui consumi regionali, ma al momento è già certo che i 5 miliardi e mezzo di KWh prodotti in Toscana corrispondono al consumo medio annuo di oltre due milioni di famiglie e forniscono calore utile a riscaldare circa 9.500 utenti nonché 28,5 ettari di serre, caseifici e ad alimentare una importante filiera agricola, gastronomica e turistica; le centrali sono raggruppate nelle cosiddette “Aree Geotermiche” (ognuna delle quali raccoglie impianti di province diverse) di Larderello, Radicondoli, Lago Boracifero e Piancastagnaio/Amiata: le aree di Larderello e di Lago hanno fatto registrare una produzione rispettivamente di 1.807 e 1.833 GWh, l’area di Radicondoli di 1.258 GWh e gli impianti amiatini di Piancastagnaio, Santa Fiora e Ardicosso di 661 GWh.

Il risultato raggiunto dalla geotermia nel 2014 – sottolineano da Enel – è storico perché negli oltre 100 anni di attività industriale mai era stato raggiunto un livello così elevato di produzione, segno evidente della rinnovabilità della risorsa che non si esaurisce con il passare degli anni ma che, se ben gestita attraverso la reiniezione delle acque in uscita e l’innovazione tecnologica, conferma – ce ne fosse ancora bisogno – che la geotermia è una fonte di energia rinnovabile.