Giuliani: «Assoluta fiducia nella correttezza dell’azione del presidente Caramassi»

Inchiesta rifiuti, intervengono i sindaci di Piombino e Rosignano Marittimo

Franchi: «Se le accuse dovessero essere confermate, e si arrivasse a un processo, è chiaro che il Comune si costituirebbe parte civile»

[18 dicembre 2017]

Continua l’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti deflagrata la scorsa settimana in Toscana, secondo la quale circa 200mila tonnellate di rifiuti lavorate dalle aziende livornesi Lonzi e Rari sarebbero state gestite in modi illegali, per poi essere conferite nelle discariche gestite da Rimateria (Piombino) e Rea Impianti (Rosignano Maritto) – entrambe immediatamente intervenute per chiarire la propria posizione in materia, confermando di aver sempre operato (ed effettuato i controlli sui rifiuti in ingresso) secondo le modalità disposte dalle autorizzazioni di legge.

Dopo i vertici aziendali di Rimateria e Rea Impianti – entrambe partecipate pubbliche –, anche i sindaci di Piombino e Rosignano Marittimo sono intervenuti sul tema.

Già nella giornata di venerdì scorso, nella sede di Rimateria si è svolto un incontro tra i sindaci della Val di Cornia e il presidente dell’azienda Valerio Caramassi nel merito: “Secondo le informazioni fornite dal presidente di Rimateria Valerio Caramassi ai sindaci – si legge in una nota del Comune di Piombino – allo stato attuale è possibile già rassicurare e affermare che non ci sono atti che indichino un coinvolgimento di Rimateria nella vicenda. Il presidente di Rimateria e i suoi funzionari hanno fornito agli inquirenti ogni informazione e tutta la documentazione necessaria. Caramassi ha confermato ai sindaci che l’azienda non ha mai operato in difformità dai protocolli e dai sistemi autorizzativi”.

In ogni caso, perché è necessario tranquillizzare i cittadini sulle modalità in cui Rimateria ottempera ai suoi compiti, il “rispetto e il rigore delle procedure applicate dall’azienda permette di essere ragionevolmente sicuri rispetto ad eventuali ripercussioni sulla salute dei cittadini”. Per fornire tutte le delucidazioni del caso, il presidente Caramassi parteciperà domani alle 9 alla conferenza dei capigruppo consiliari in comune e il 20/12 al Consiglio comunale già convocato per quel giorno. Parallelamente si è reso disponibile a incontrare i consigli comunali di tutta la Val di Cornia per fornire tutte le informazioni che verranno richieste. «Nel confermare l’assoluta fiducia nella correttezza dell’azione del presidente Caramassi e nelle sue capacità di guida e di gestione – afferma il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani – sia come presidente sia come persona, voglio evidenziare che la nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei processi di risanamento ambientale e di ogni norma che salvaguardi l’ambiente. Per questo siamo a disposizione degli inquirenti e assicuriamo ogni collaborazione».

Medesima apertura mostrata dal sindaco di Rosignano Marittimo, Alessandro Franchi, che sulle pagine del quotidiano locale Il Tirreno dichiara che «se le accuse dovessero essere confermate, e si arrivasse a un processo, è chiaro che il Comune si costituirebbe parte civile. Dato che il Comune in questo caso è una parte lesa, in quanto proprietario della discarica e della società, ma anche come ente territoriale che deve dare garanzie ai cittadini». Una linea d’intervento in sintonia con quella dichiarata anche da Rea Impianti: «L’azienda non solo è assolutamente estranea alla vicenda – osservano infatti dalla società –ma è oggettivamente parte lesa della stessa, e sta subendo danni consistenti, sia alla propria immagine, che al possibile sviluppo della propria attività, perché è certa di aver operato, sia nelle attività di gestione, ma anche, e soprattutto, per quanto concerne i controlli, nel pieno rispetto della legalità e delle autorizzazioni».