India: leader Dongria Kondh muore in un carcere indiano. La tribù “di Avatar” denuncia campagna di violenza

I Dongria Kondh si battono contro una miniera nelle loro terre ancestrali

[29 giugno 2017]

Survival International denuncia che Bari Pidikaka un leader dei Dongria Kondh, la tribù dell’India che è stata paragonata ai Na’vi, il popolo del pianeta Pandora del filma Avatar, che nel 2014 vinse la  battaglia contro il colosso minerario  Vedanta Resources. britannico, è morto mentre era in carcere – dopo una violenta campagna di molestie e intimidazioni da parte della polizia contro gli attivisti.

Pidikaka, era stato arrestato e incarcerato nell’ottobre del 2015 mentre tornava a casa da una protesta, ed è morto questa settimana. Survival spiega che «I Dongria dell’India centrale denunciano “intimidazioni, arresti arbitrari e rapimenti” sistematici nei confronti dei loro leader da parte della polizia di stato, che sostengono agisca per “promuovere gli interessi” della Vedanta Resources, una compagnia mineraria britannica». La polizia locale ha arrestato anche Kuni Sikaka, un’attivista dongria di 20 anni e parente dei due più importanti leader dei Dongria. È stata trascinata fuori dalla sua casa a mezzanotte, nonostante la polizia non avesse alcun mandato. Poi è stata presentata ai funzionari e ai media locali come una “maoista arresa [gruppo di resistenza armata]” nonostante non vi fossero prove a sostegno di questa accusa. Anche altri membri della tribù hanno subito violenze brutali. L’attivista Dasuru Kadraka è stato detenuto senza processo per più di 12 mesi. I Dongria hanno subito pestaggi e torture con cavi elettrici per costringerli ad arrestare la campagna per i loro diritti.

Dasuru Kadraka ha raccontato: «Sono stato arrestato e portato nell’ufficio del sovrintendente della polizia. Lì sono stato torturato, mi hanno legato le mani e con dei cavi elettrici attaccati alle orecchie mi hanno dato delle scosse per costringermi alla resa e per farmi lasciare il movimento Save Niyamgiri. Ma mi sono rifiutato… Il movimento è la mia vita, non smetterò mai di proteggere le colline di Niyamgiri e le foreste».

Con la complicità e il sostegno delle autorità locali,  in passato, la Vedanta aveva  tentato di costringere la tribù ad accettare l’estrazione di bauxite nelle colline di Niyamgiri, la terra ancestrale dei  Dongria Kondh. Ma con un referendum, nel 2013, la tribù aveva respinto la proposta all’unanimità.

I Dongria temono che fino a quando resterà in funzione la raffineria della Vedanta ai piedi delle colline di Niyamgiri, la miniera continuerà ad essere un serio pericolo. I Dongria che sono stati detenuti dicono che la pèolizia indiana ha chiesto loro che fermassero la protesta contro la miniera.

In una lettera aperta  inviata al Presidente dell’India da più di 100 organizzazioni indiane indipendenti si legge: «Negli ultimi 2-3 anni, diversi giovani e anziani Dongria sono stati arrestati, hanno subito abusi e sono stati uccisi, e uno di loro si è suicidato dopo aver subito numerose molestie e torture da parte delle forze di sicurezza. In nessuno di questi casi i funzionari sono stati in grado di fornire prove che li collegassero ai cosiddetti Maoisti».

Surviva International evidenzia che «Il diritto dei Dongria Kondh alla loro terra ancestrale è stato riconosciuto dalla legge nazionale e internazionale. Survival International conduce una campagna mondiale per proteggere la loro terra e continuerà a lottare perché ai Dongria sia consentito determinare autonomamente il proprio futuro senza aggressioni».

Il direttore generale di Survival, Stephen Corry, conclude: «È chiaro che è in corso una campagna per perseguitare, intimidire e persino uccidere i Dongria Kondh, per indebolire la loro resistenza contro lo sfruttamento della loro terra. Ma i Dongria sono assolutamente determinati a proteggere le colline, che non solo forniscono loro cibo, case e indumenti, ma sono anche il fondamento della loro identità e senso di appartenenza».