Istituzioni, ricerca e industria: a Rosignano Marittimo si fa sistema per l’economia circolare

[5 ottobre 2016]

rosignano-alessandro-franchi

L’economia circolare rappresenta un modello di produzione e consumo dove il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione dei rifiuti è ridotta al minimo: una strada sulla quale, pur con tutte le sue numerose contraddizioni, tutta l’Unione europea ha deciso di puntare per sviluppare un’economia sostenibile, a minori emissioni di biossido di carbonio, che utilizzi le risorse in modo efficiente, accrescendo così – soprattutto in un continente dalle scarse risorse naturali – la propria competitività.

In questo contesto la Toscana si presenta già come una realtà dalle molte eccellenze, in grado di svolgere un ruolo guida a livello europeo. Un motore trainante che presto avrà importanti cavalli in più: la Giunta comunale di Rosignano Marittimo guidata da Alessandro Franchi (nella fotoha approvato ieri un accordo di collaborazione tra il Comune stesso, l’Istituto di managment e quello di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Cnr di Pisa, Confservizi Cispel Toscana, Anci toscana, Camera di commercio di Livorno e a Rea Impianti srl «per la predisposizione di un progetto di innovazione sull’economia circolare».

Un progetto che si concretizzerà nell’attivazione di «una piattaforma di collaborazione pubblico-privata e sulla simbiosi industriale, sviluppata secondo l’approccio open innovation» che «supporti e sostenga l’economia circolare».

Materiale cui puntellare l’iniziativa il territorio ne offre già in abbondanza: nei prossimi 5 anni, Rea Impianti investirà circa 30 milioni di euro per adeguare il polo impiantisco di Scapigliato anche al recupero della materia con nuovi impianti per il trattamento e il recupero dei rifiuti, attività di ricerca per l’individuazione delle migliori tecniche per il recupero delle sezioni indifferenziate, avviando percorsi di valorizzazione delle attività economiche del territorio legate all’agricoltura, sviluppo di un incubatore rurale che utilizzi le risorse degli impianti tra cui compost, energia, calore.

Unire queste potenzialità a eccellenze accademiche di livello internazionale come il Cnr e il Sant’Anna, coadiuvate da istituzioni locali volitive è la migliore precondizione perché l’economia circolare esca fuori dal cerchio delle buone intenzioni per concretizzarsi in realtà.