La Commissione europea dà i voti all’efficienza energetica

Sviluppi anche nel settore della cogenerazione

[17 gennaio 2014]

Gli Stati europei hanno compiuto progressi sia nel campo dell’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici sia nel campo della promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia. E’ quanto afferma la Commissione europea nella sua relazione sull’attuazione delle due relative direttive inviata al Parlamento europeo e al Consiglio.

Secondo la Commissione, a livello pratico, l’attuazione della direttiva sui servizi energetici (2006/32/CE) ha portato soprattutto all’adozione di misure riguardanti l’energia e gli usi dell’energia, come a esempio, programmi di ristrutturazione e rinnovo di edifici. Comunque si sono raggiunti elevati livelli di risparmio di energia finale, e la maggior parte degli Stati membri oltrepasserà agevolmente l’obiettivo indicativo del 9% per il 2016. Per il 2016 si prevede un risparmio energetico totale di circa 132 Mtoe ben oltre l’obiettivo indicativo del 9%, pari a circa 89 Mtoe. Spagna e Germania hanno previsto i più alti livelli di risparmio, mentre quattro Stati membri prevedono per il 2016 un risparmio inferiore al 9% del rispettivo consumo energetico di riferimento.

Per quanto riguarda la direttiva sulla cogenerazione (2004/8/CE), gli sviluppi generali nella produzione di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento indicano un leggero incremento in questo ambito, dovuto principalmente a un aumento del teleriscaldamento nei settori residenziale, commerciale e dei servizi. Infatti, dal 2004 si registra una crescita costante nella produzione di calore da cogenerazione se pur modesta. Dall’entrata in vigore della direttiva sulla cogenerazione (2004), la quota di cogenerazione nella produzione lorda di elettricità nell’UE-27 è aumentata dal 10,5% del 2004 all’11,2% nel 2011. In termini assoluti, la produzione di elettricità da cogenerazione è aumentata di 38 TWh, passando da 337 TWh nel 2004 a 375 TWh nel 2011.

Quindi la Commissione non ritiene opportune nuove misure o modifiche alla due direttive dal momento che entrambe saranno abrogate e sostituite dalla direttiva sull’efficienza energetica – che entrerà in vigore il 5 giugno 2014 – che ne ha ripreso le disposizioni e rafforzato gli obblighi spettanti agli Stati membri. Ciononostante, l’obbligo di fissare l’obiettivo da parte degli Stati, a norma della direttiva sui servizi energetici, non sarà abrogato sino al primo gennaio 2017.

La direttiva del 2006, infatti si pone come obiettivo quello di rendere gli usi finali dell’energia più economici ed efficienti e fissa il quadro istituzionale, finanziario e giuridico necessario a eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell’energia. La direttiva infatti mira a creare condizioni favorevoli allo sviluppo e alla promozione di un mercato dei servizi energetici e alla messa in atto di programmi di risparmio energetico e di altre misure finalizzate a migliorare l’efficienza degli usi finali dell’energia.

Mentre la direttiva del 2004 intende facilitare l’istallazione e il funzionamento di centrali di cogenerazione al fine di risparmiare energia e di lottare contro i cambiamenti climatici. Tale direttiva dovrebbe permettere, a breve termine, di consolidare gli impianti di cogenerazione esistenti e promuovere nuove centrali e, a lungo termine, di istituire il quadro necessario per la cogenerazione ad alto rendimento al fine di ridurre le emissioni.