Il Vecchio continente sulla difensiva: in crescita i fondi per contrastare le crisi esterne

La Commissione propone il bilancio Ue 2016, sostegno in calo per la crescita sostenibile

In totale gli stanziamenti ammontano appena all’1% del Pil

[27 maggio 2015]

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La Commissione europea ha presentato oggi la propria proposta per il bilancio Ue del 2016, descritto come «143,5 miliardi di EUR in stanziamenti di pagamento per sostenere la ripresa dell’economia europea e contribuire a migliorare le condizioni di vita in Europa e in altre parti del mondo».

Nel suo complesso, si tratta di una cifra risibile se paragonata alle capacità dell’economia europea, che rimane un gigante di statura globale. Il bilancio, che dovrebbe «finanziare investimenti volti a promuovere l’innovazione, creare posti di lavoro, favorire la convergenza tra gli Stati membri e fra le regioni, gestire meglio la migrazione e rafforzare ulteriormente il ruolo mondiale dell’Europa», ammonta ad appena l’1% del Pil dell’Unione europea.

A fronte di così modeste ambizioni, che trovano certo origine nelle resistenze dei singoli stati membri, la vicepresidente della Commissione europea Kristalina Georgieva, responsabile del bilancio e delle risorse umane, si mostra comunque volitiva: «Vista la situazione attuale dell’economia, è più importante che mai utilizzare oculatamente il denaro dei contribuenti. Il nostro bilancio per il 2016 sostiene la ripresa economica per mezzo di investimenti a favore della crescita e dell’occupazione, contribuendo al tempo stesso ad affrontare sfide esterne come la migrazione. Stiamo rispondendo alle necessità più urgenti in Europa e puntiamo ad ottenere i migliori risultati possibili».

Fuor di retorica, però, i numeri proposti nel bilancio sembrano rendere l’immagine di una strategia sulla difensiva, che mira a parare i colpi derivanti da crisi esterne – come quella ucraina, quella siriana e la perenne emergenza migranti –, piuttosto che di un continente pronto a rilanciare una propria idea di futuro.

Il progetto di bilancio dell’Ue comprende infatti due importi, come spiega la Commissione: impegni (i finanziamenti che possono essere stabiliti in un determinato anno) e pagamenti (gli importi effettivamente erogati), per ciascun programma da finanziare. Rispetto al 2015 diminuiscono gli impegni (del 5,3%) ed aumentano leggermente i pagamenti (+1,6%), ma a stonare è soprattutto il trend  rispetto al 2015 nella composizione delle voci.

È per il “Ruolo mondiale dell’Europa”, ovvero la risposta alle crisi esterne di cui sopra, che i pagamenti registrano in assoluto l’aumento più marcato (+28,5%), mentre alla voce “Crescita intelligente ed inclusiva” i pagamenti proposti scendono dello 0,4%, e gli impegni addirittura del 10,9%; non va meglio per la “Crescita sostenibile”, che vede diminuire i pagamenti dello 0,2%, e gli impegni dell’1,2%. Insieme, le due voci rappresentano 122,45 miliardi di euro sui 143,54 complessivamente previsti dalla Commissione, che è comunque meno dell’1% del Pil europeo. Al di là degli annunci, quanti confidano in uno sviluppo sostenibile del Vecchio continente non si aspettino un sostegno in crescendo da parte dell’Ue, nel 2016.