L’obiettivo sarà giuridicamente vincolante, anche per gli Stati membri

La Commissione Ue propone la nuova legge sul clima: emissioni nette zero al 2050

Con le politiche vigenti si prevede una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 pari solo al 60% rispetto ai livelli del 1990: troppo poco per fermare la crisi climatica

[4 Marzo 2020]

La Commissione europea ha presentato oggi una proposta di legge affinché l’obiettivo di rendere l’Ue climaticamente neutra entro il 2050 divenga giuridicamente vincolante, e concretamente raggiungibile grazie a una roadmap dedicata: «La legge sul clima – spiega la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen – concretizza in un atto giuridico il nostro impegno politico e ci pone in modo irreversibile sulla strada verso un futuro più sostenibile. Questo atto costituisce l’elemento centrale del Green deal europeo, e offre prevedibilità e trasparenza per l’industria e gli investitori europei. Imprime anche una chiara direzione alla nostra strategia per una crescita verde e garantisce una transizione graduale ed equa».

Per rendere più inclusiva questa transizione, parallelamente la Commissione ha avviato una consultazione pubblica – che resterà aperta per 12 settimane – sul futuro patto europeo per il clima, che consentirà di coinvolgere il pubblico nella concezione di questo strumento. Il target però è chiaro: con la legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050, e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

Non sarà semplice, ma la transizione è sia necessaria sia possibile. Tra il 1990 e il 2018 l’Ue ha già ridotto del 23% le emissioni di gas a effetto serra, riuscendo comunque a concretizzare una crescita economica del 61%. Tuttavia, con le politiche vigenti si prevede una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 pari solo al 60% rispetto ai livelli del 1990, esponendoci a rischi climatici drammatici e irreversibili.

La soluzione sta nel mettere in campo investimenti adeguati a rendere più verde la nostra economia: attualmente circa il 2% del Pil è investito nel sistema energetico e nelle relative infrastrutture, percentuale che secondo la Commissione Ue dovrebbe salire al 2,8 % per ottenere un’economia a zero emissioni nette di gas serra. Si parla quindi di investimenti aggiuntivi importanti rispetto allo scenario di base, cioè tra i 175 e i 290 miliardi di euro all’anno, che potranno al contempo sostenere la creazione di nuovi posti di lavori nella green economy.

Per raggiungere un simile traguardo la transizione però va messa in atto fin da subito: in quest’ottica, sulla base di una valutazione d’impatto esaustiva, la Commissione ha annunciato che proporrà un nuovo obiettivo unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030. Nel frattempo, i prossimi step prevedono che la Commissione europea presenti (domani) la proposta ai ministri dell’Ambiente dell’Ue, e a discussione avviata gli Stati membri e il Parlamento europeo potranno proporre modifiche.

«Oggi – conclude Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, responsabile per il Green deal – passiamo dalle parole ai fatti, per mostrare ai nostri concittadini europei che siamo seriamente intenzionati ad azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. La legge europea sul clima è anche un messaggio destinato ai nostri partner internazionali, per far saper loro che è arrivato il momento per tutti noi di puntare più in alto nel perseguire i nostri obiettivi comuni dell’accordo di Parigi. La legge sul clima ci consentirà di mantenere con rigore l’impegno e di restare sulla buona strada, chiamandoci a rispondere dei risultati».