La Conferenza internazionale dei geoparchi mondiali Unesco e l’eccellenza toscana

Parte oggi in Italia l’8° appuntamento Onu, per capire come i geoparchi possono contribuire alla promozione dello sviluppo sostenibile

[11 settembre 2018]

L’8° Conferenza internazionale dei geoparchi mondiali Unesco, il cui tema è I geoparchi e lo sviluppo sostenibile, ha come protagonista l’Italia: a ospitarla è il Parco naturale Adamello Brenta Unesco Global Geopark, dove si terranno – da oggi al 14 settembre 2018 – 5 sessioni scientifiche parallele e workshop in collaborazione con i gruppi più rappresentativi della Rete globale dei geoparchi, oltre a visite ed esplorazioni sul campo.

Si tratta di un appuntamento biennale che riunisce 1.000 delegati provenienti da tutto il mondo, interessati al tema dei geoparchi e dello sviluppo sostenibile. Durante la conferenza, oltre alle sessioni e ai workshop scientifici e tematici, saranno organizzati eventi e momenti conviviali per far vivere agli ospiti le tradizioni e la cultura locale.

Si tratta di un’importante occasione che riguarda anche i territori geotermici della Toscana: il Parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo rappresenta infatti il più rilevante geosito di importanza internazionale (Gir) del Parco nazionale tecnologico e archeologico delle colline metallifere grossetane. Il patrimonio geologico mondiale è un bene inestimabile all’interno del quale spiccano delle “perle” di particolare valore, e su 10 geoparchi italiani riconosciuti dall’Unesco ben 2 sono toscani, uno dei quali è rappresentato proprio dal Parco e dalle sue Biancane, che richiama ogni anno un flusso crescente di turisti.

Come spiegano dalla conferenza internazionale, i geoparchi mondiali Unesco sono “aree geografiche singole, delimitate da un unico confine continuo, dove i siti e i paesaggi di valore geologico internazionale sono gestiti secondo un approccio integrato per quanto concerne la tutela, l’educazione e lo sviluppo sostenibile. Un geoparco valorizza il patrimonio geologico locale, in stretta connessione con il patrimonio naturale e culturale presente nella medesima area, per accrescere la consapevolezza e la comprensione di alcuni dei fattori chiave che la società sta affrontando oggigiorno a livello globale quali l’uso sostenibile delle risorse del nostro Pianeta, la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e la riduzione dell’impatto dei disastri naturali. Facendo capire l’importanza, nel passato e attualmente, del patrimonio geologico presente nell’area, i geoparchi rendono le comunità locali orgogliose della regione in cui vivono e rafforzano il loro legame con il territorio di appartenenza. Proteggendo le risorse geologiche dell’area, si realizzano allo stesso tempo condizioni favorevoli alla nascita di imprese locali che puntano all’innovazione, alla creazione di nuovi posti di lavoro e all’organizzazione di corsi di formazione di elevata qualità, così come si generano nuove fonti di reddito attraverso il geoturismo” (Unesco Global Geopark).

Gli Unesco Global Geoparks, insieme alle altre due designazioni ufficiali dell’Unesco – le riserve della biosfera e i siti del Patrimonio dell’Umanità – formano dunque un quadro completo finalizzato a valorizzare le eccellenze del patrimonio di tutti noi e, allo stesso tempo, a conservare le diversità culturali, biologiche e geologiche del nostro pianeta, promuovendo uno sviluppo economico sostenibile.

Un’eccellenza che per essere raggiunta passa attraverso un continuo e severo regime di controllo da parte dell’Unesco. Non a caso nelle scorse settimane alcuni validatori internazionali hanno visitato per tre giorni il Parco delle colline metallifere, per esaminarne la coerenza con i requisiti richiesti dall’Unesco per mantenere la presenza all’interno della rete Global Geoparks. «Siamo fiduciosi – ha commentato nell’occasione il direttore del Parco Alessandra Casini – rispetto all’esito della rivalidazione. Adesso dobbiamo solo aspettare il responso che arriverà tra qualche mese».