I risultati di una ricerca Irpet promossa dal Consiglio regionale

Dopo la crisi sono 615mila le persone a rischio povertà o esclusione sociale in Toscana

A Livorno sono principalmente i cittadini a cadere nell’indebitamento non sostenibile, a Prato sono prevalentemente le imprese

[16 marzo 2018]

I risultati della ricerca sul fenomeno dell’usura e sul sovraindebitamento in Toscana, effettuata dall’Irpet su proposta della seconda commissione del Consiglio regionale, mostrano le ampie cicatrici che la crisi economica ha lasciato sul territorio: non solo il reddito pro capite nella nostra Regione è sceso dai 20mila 500 euro del 2008 ai 18mila 700 euro del 2016, ma ad oggi sono 45mila in più le persone scivolate sotto la soglia del rischio di povertà, mentre sono 54mila gli individui che invece sono entrati nella condizione di povertà assoluta. Erano 65mila 663, sono saliti a 119mila 517, in termini di famiglie sono oltre 53mila (nel 2008 erano quasi 32mila).

Le situazioni di deprivazione materiale, ovvero di impossibilità di soddisfare bisogni primari – ad esempio il riscaldamento della propria abitazione, o un pasto che assicuri il necessario apporto calorico –, sono poco meno che raddoppiate: dal 3,9 al 7%. Sono 615mila le persone che vivono in una condizione di vulnerabilità, perché a rischio di povertà o di esclusione sociale, 44mila in più rispetto al 2008.

Numeri pesanti quelli contenuti nella ricerca Irpet, che rappresenta l’avvio di un lavoro del Consiglio regionale per sostenere persone e imprese cadute nell’usura o esposte al sovraindebitamento, conseguenze dell’impoverimento determinato dalla crisi economica. «Il tema riguarda le imprese e i singoli cittadini e chiama le istituzioni a cercare risposte valide. L’impulso – spiega la consigliera Ilaria Bugetti (Pd), dalla cui iniziativa è partita la ricerca – è arrivato dalla realtà di Prato, ma interessa tutti i territori della nostra Regione». Dove emergono aspetti di scarsa omogeneità nei territori, come notano dal Consiglio regionale: a Livorno sono principalmente i cittadini a cadere nell’indebitamento non sostenibile, a Prato sono prevalentemente le imprese.

La ricerca si è rivolta prioritariamente agli organismi di composizione della crisi (Occ), costituiti dopo il 2012. «Nella provincia di Prato, con Carmignano capofila, è stato costituito il primo Occ in Toscana e secondo in Italia, dopo Catania – continua Bugetti – Emerge chiaramente che i cittadini non conoscevano le opportunità e i servizi ai quali accedere. E ci siamo resi conto che la Toscana ha una buona legge, ma solo in parte applicata».

Di qui l’iniziativa della ricerca commissionata a Irpet e il lavoro che resta da fare. Sul tavolo, anche la riforma Rordorf della legislazione sull’insolvenza varata nel 2017, “la cosiddetta legge anti-suicidi”. Con delle necessità immediate già individuabili: «Informare chiaramente tutti i cittadini, intercettare prima possibile le situazioni di difficoltà, formare gli operatori, perché possano agire con tempestività e efficacemente coordinati. La Toscana deve necessariamente approfondire gli strumenti normativi per contribuire a risolvere le situazioni difficili. Abbiamo di fronte un puzzle che deve essere composto in tutti i suoi aspetti – conclude Bugetti – Partiamo da questa immagine chiara che ci fornisce Irpet, una fotografia del tessuto sociale».