La geotermia in Toscana, vista da Castelnuovo Valdicecina

[26 giugno 2015]

alberto ferrini Castelnuovo Valdicecina

Prosegue il giro di interviste ai sindaci dei comuni delle aree geotermiche toscane: è la volta di Alberto Ferrini (nella foto), sindaco di Castelnuovo Valdicecina (in provincia di Pisa). Appena terminata l’avventura dei territori geotermici della Toscana a Expo 2015 abbiamo avuto l’occasione di incontrare il sindaco, cui abbiamo posto alcune domande.

Sindaco, come si vive a Castelnuovo?

«Si vive con le contraddizioni tipiche dei piccoli centri interni e collinari: da un lato non si hanno tutte le comodità dei grandi centri, ma dall’altro, dopo lo spopolamento degli anni 70, siamo riusciti a costruire un equilibrio, con una buona qualità della vita e dei servizi ottimi. Del resto la crisi economica che ha attraversato il paese (e il mondo) qui si è sentita meno, proprio perché siamo lontani dalle logiche di quel sistema finanziario e produttivo. Anzi in alcuni casi i nostri servizi sono anche superiori a quelli dei centri più importanti, si pensi ad esempio al teleriscaldamento o alla nostra politica fiscale che ci consente di non far pagare la Tasi. Certo, il concetto di qualità della vita è molto soggettivo, non ci sono tutti quelle attrazioni che può offrire una grande città, ad esempio per un giovane l’assenza di discoteche può essere un handicap ma ovviamente l’essere immersi in un contesto ambientale rigoglioso e ben preservato consente anche di godere di altri benefici, lontano dallo stress e dallo smog. Detto questo il problema forse più sentito è quello della viabilità».

Per anni l’Enel ha rappresentato la principale, se non unica, fonte di reddito per la maggior parte degli abitanti del comune di Castelnuovo Valdicecina. Quale è il ruolo della risorsa geotermica oggi?

«La risorsa geotermica è sempre stata al centro della redditività del territorio. All’inizio solo nel settore chimico con l’estrazione del boro (attraverso l’industria fondata da Francesco De Larderel, ndr), successivamente con la produzione elettrica. Ma non c’è solo elettricità, ma anche gli Usi Diretti del calore geotermico. Pensiamo al termalismo, già utilizzato in epoca etrusca, e alla realizzazione del BioLago di Sasso Pisano. O al teleriscaldamento -siamo stati i primi a fare il teleriscaldamento urbano- che serve tutto il territorio comunale, frazioni comprese. Per non dimenticare le aziende che utilizzano il calore della terra nel proprio ciclo produttivo ed hanno aderito alla Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili. E poi c’è il settore turistico».

A questo proposito è appena rientrata la delegazione dei territori geotermici a EXPO 2015. Che ne pensa di questa avventura?

«L’Esposizione Universale è senza dubbio un’ottima vetrina e sicuramente rappresenta un appuntamento al quale non potevamo mancare, andando a promuovere, insieme al Cosvig, i nostri territori e la nostra economia in un contesto internazionale, cercando di catturare una parte di quei flussi turistici attratti dalla Toscana (del resto il nostro comune è tra Volterra e Massa Marittima). Il progetto della Comunità del Cibo a Energie Rinnovabili in questo senso rafforza il legame tra il territorio, le tipicità alimentari e le fonti rinnovabili. Poi è decollato il sistema dell’agriturismo che rappresenta a pieno titolo il nostro “way of life”, che evidentemente non può essere quello dei grandi alberghi e dei parchi divertimenti. Accanto a questo fenomeno dei soggiorni brevi e di passaggio nelle strutture agrituristiche abbiamo anche buoni segnali legati al turismo delle seconde case, che fornisce un valore diverso e ben più sostanzioso al nostro sistema dell’accoglienza».

Su quasi mille comuni italiani, Castelnuovo è tra i 35 certificati 100% rinnovabili da Legambiente, un bella soddisfazione, no?

«Certo, ne siamo fieri anche perché quella redatta da Legambiente è una classifica che vede quasi esclusivamente la presenza di comuni altoatesini e trentini (che ricordiamo sono territori a statuto speciale). Noi abbiamo ottenuto questo prestigioso riconoscimento che premia non solo la geotermia ma anche le biomasse. Infatti pur avendo una rete di teleriscaldamento geotermico molto estesa sul territorio comunale, esistono alcune abitazioni isolate che non possono essere allacciate. Per queste abbiamo realizzato anche un sistema di caldaie a cippato».

Tornando all’energia elettrica, i 135 MW installati non sono pochi, problemi di accettazione e convivenza?

«Noi viviamo con questa produzione da ormai quasi un secolo quindi per noi questa convivenza è molto sedimentata. Tuttavia sul lato delle ricadute legate allo sfruttamento della risorsa c’è sempre stato un dialogo con Enel per cercare di convivere al meglio. Certo, con le nuove tecnologie installate non si può più pensare di avere 1.600 dipendenti come negli anni ‘50. Oggi quindi la sfida è andare a trovare il modo per ottimizzare al meglio il fenomeno delle nuove assunzioni (finalmente riprese dopo tanti anni); poi c’è stata la forte accelerazione da parte di Enel per il risanamento ambientale, in particolare per la rimozione e smaltimento dell’amianto presente negli impianti, oltre che per mitigare gli aspetti paesaggistici legati in particolare all’impatto visivo delle vecchie torri di raffreddamento. Il nostro intento è di rendere sempre più coerenti le ragioni del rispetto dell’ambiente con inserimenti meno impattanti, anche andando a valorizzare, con nuove idee e magari con l’aiuto dell’arte, strutture di archeologia industriale che possiamo salvare».

Quali sono i progetti in cantiere per utilizzare i finanziamenti del fondo sulla geotermia?

«Senza entrare nei tecnicismi e nei dettagli, cito due obiettivi prioritari: una iniziativa sui centri storici, finalizzata da un lato al recupero e ristrutturazione del patrimonio edilizio e dall’altro tesa ad animare e promuovere il tessuto sociale. La seconda priorità riguarda, come dicevo all’inizio, la viabilità, in particolare ci stiamo concentrando sulla SR 439 (collegamento verso la costa) che ci consenta di migliorare intanto un primo lotto del tracciato, anche in sinergia con gli altri comuni geotermici della zona e soprattutto con la Regione».