La geotermia nella nuova Strategia energetica nazionale

Produzione di energia elettrica e di calore, più l’innovazione: un’energia rinnovabile in crescita, ma serve più coraggio

[20 novembre 2017]

La nuova Strategia energetica nazionale (Sen) italiana è stata presentata a Palazzo Chigi dopo essere stata ufficialmente adottata con la firma di Carlo Calenda e Gian Luca Galletti, titolari rispettivamente dei dicasteri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

All’interno della Sen (qui il testo integrale) si prevede che le fonti energetiche rinnovabili soddisferanno al 2030 il 28% dei consumi energetici complessivi del Paese rispetto al 17,5% contabilizzato al 2015, obiettivo al quale contribuirà anche la fonte geotermica (qui i commenti inviati ai ministeri dall’Unione geotermica italiana durante la fase di consultazione pubblica).

In dettaglio, nel settore elettrico la nuova Sen punta sullo sviluppo della geotermia, all’interno di un percorso che viene definito di «crescita contenuta della potenza aggiuntiva geotermica» nel Paese al 2030, sottolineando in aggiunta come – considerato che «la tutela del paesaggio è un valore irrinunciabile», si favoriscano «i rifacimenti (repowering/revamping) degli impianti eolici, idroelettrici e geotermici».

Per quanto riguarda la produzione elettrica, la Sen inserisce inoltre «la geotermia ad emissioni zero» tra le opzioni per le quali «sarà attivata – previo assenso della Commissione europea – una procedura ad hoc, non tecnologicamente neutra, per meglio intercettarne la struttura di costo, tipicamente differente da quella di tecnologie mature quali fotovoltaico ed eolico».

Il documento strategico prende in esame anche l’apporto della geotermia per il riscaldamento e il raffrescamento, ad esempio attraverso pompe di calore.

Per quanto concerne infine l’innovazione, nella Sen si inserisce la geotermia tra quelle fonti rinnovabili «su cui sussiste, insieme, una sufficiente presenza degli organismi di ricerca, un interessante sostrato industriale e un rilevante interesse di sistema, trattandosi di temi importanti non solo per gli obiettivi 2030 ma anche e soprattutto in una prospettiva di più lungo termine».