L’orizzonte si allarga alla bassa e media entalpia

La geotermia toscana guarda oltre Enel. Siglato nuovo accordo con Rg

Il Protocollo d'intesa unisce la Regione alla Rete geotermica, network d'imprese locali

[28 gennaio 2014]

La geotermia continua ad avanzare nella Regione che gli ha dato il battesimo industriale più di cento anni fa e, dopo le rassicurazioni ambientali ricevute con la sentenza riguardante la centrale Enel di Bagnore 4, inizia ora a scriversi un nuovo capitolo nella produzione di energia geotermica. Oggi la Regione Toscana ha firmato il Protocollo d’intesa insieme alla Rete Geotermica (RG), il network di imprese che si è costituito nell’ottobre scorso e di cui fa parte la grande maggioranza degli operatori attualmente titolari di permessi di ricerca in Toscana e soggetti industriali della filiera della geotermia.

Il governatore Enrico Rossi parla di un via libera che sancisce un nuovo modo di produrre energia geotermica, mettendo in campo tecnologie a ridotto impatto sull’ambiente, opportunità inedite per chiudere la filiera nel rispetto delle esigenze dei singoli territori e con ricadute positive per l’occupazione. «E’ la prima volta che firmiamo un’intesa sulla geotermia – spiega Rossi – in un tavolo dove Enel non è presente. Ovviamente non abbiamo nulla contro Enel, con cui abbiamo lavorato e siglato numerose intese, ma credo sia un fatto positivo, che ha fra l’altro effetti regolatori del mercato, che oggi siamo in grado di dimostrare che, in Toscana, la geotermia è anche altro».

In questo caso tale “altro” si concretizza in un orizzonte di media e bassa entalpia, una metodologia di estrazione a circuito chiuso, che permette una quasi totale riduzione delle emissioni in atmosfera. «La volontà delle imprese che operano nella Rete – precisa Rossi – è quella di contestualizzare l’intervento, di dialogare a livello locale con istituzioni e cittadini, in modo da non rispondere solo a logiche di profitto, ma assecondando potenzialità, cultura, vocazione, esigenze economiche dei diversi territori. I cittadini devono sapere che si apre un capitolo nuovo che, oltre a dare risposte a una buona parte delle perplessità sollevate, negli anni, nei territori interessati dagli impianti geotermici, avrà ricadute positive anche sul fronte della produzione di tutto il know how che serve per il nuovo modo di produrre energia, con conseguenze positive anche sull’occupazione».