Spirulina, la geotermia toscana potrebbe aiutare la fitodepurazione del lago di Massaciuccoli?

Da Consorzio di Bonifica 1 e Università di Pisa un impianto basato sul cianobatterio, che a Chiusdino viene prodotto con vantaggi ambientali ed economici impiegando “scarti” della produzione geotermoelettrica: calore e CO2

[21 agosto 2018]

La fitodepurazione è un ambito privilegiato della ricerca applicata, sviluppata dai Consorzi di bonifica per il risanamento ambientale e per rendere compatibili le acque depurate a fini agricoli, ambito in cui l’Italia sconta gravi ritardi in molti territori, e per cui è addirittura sottoposta a procedura di infrazione europea.

In Toscana in particolare si stanno cercando nuove soluzioni per migliorare l’ecosistema del lago di Massaciuccoli, universalmente noto come il buen retiro del celeberrimo compositore toscano Giacomo Puccini.

Come spiega l’Anbi (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue), il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord ha realizzato in collaborazione con l’Università di Pisa un innovativo impianto di fitodepurazione, basato sull’utilizzo delle proprietà dell’alga spirulina, organismo unicellulare in grado di assorbire e trattenere nitrati e fosfati; l’acqua, trattata con questo processo naturale, giungerà depurata nel bacino del lago, favorendo un processo di miglioramento ambientale di tutto lo specchio palustre.

«L’impegno di Consorzi di bonifica per il risanamento ambientale è massimo – commenta Francesco Vincenzi, presidente Anbi – Siamo consapevoli che la salvaguardia degli ecosistemi, grazie all’uso di tecniche naturali, è un contributo importante alla valorizzazione del territorio, bene inclonabile, attorno al quale deve crescere un nuovo modello di sviluppo per il nostro Paese».

Da dove ottenere però la spirulina necessaria per le operazioni di fitodepurazione? L’Anbi non si sofferma sulla questione, ma è noto che oggi più del 90% della spirulina che si trova sul mercato italiano ed europeo proviene dalla Cina, attestatosi come il più grande produttore mondiale di questa microalga impiegata nei più svariati settori, da quello alimentare e della nutraceutica, al farmaceutico e biocosmetico.

Eppure proprio la Toscana potrebbe offrire una soluzione a km zero, grazie alla geotermia: come abbiamo mostrato su queste pagine, infatti, l’impianto di produzione sperimentale della spirulina inaugurato nell’autunno scorso presso la centrale geotermoelettrica Chiusdino 1 – grazie ad un accordo di collaborazione tra CoSviG e Enel Green Power – sta dando ottimi risultati: l’impianto ha registrato un abbattimento dei costi di circa il 30% e al contempo un incremento di produzione del 25% rispetto ai metodi standard di coltivazione standard di alga spirulina, il tutto impiegando utilmente alcuni “scarti” della produzione geotermoelettrica, ovvero calore e CO2 sostitutiva di emissioni naturali.

I risultati del primo anno di sperimentazione sono stati accolti favorevolmente anche dalle amministrazioni comunali geotermiche, indicando nel possibile sviluppo di una filiera per la coltivazione delle alghe una importante opportunità occupazionale ed economica per il territorio. Un’occasione di diversificazione economica che, se perseguita, potrebbe dunque trovare un connubio interessante con le esigenze di fitodepurazione di un’altra eccellenza tutta toscana, il lago di Massaciuccoli.