La geotermia toscana protagonista del cinema all’Isola Tiberina di Roma

Stasera la classica rassegna cinematografica romana avrà come protagonisti i territori geotermici toscani, i loro prodotti e il lavoro legato a questa fonte rinnovabile

[31 agosto 2018]

A 200 anni dall’inizio dell’attività industriale della geotermia avviata dal conte Francesco De Larderel, oggi in Toscana è ancora vivo e vegeto il più antico complesso geotermico del mondo, che conta 34 centrali geotermoelettriche – gestite da Enel Green Power – dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. I circa 6 miliardi di KWh prodotti in Toscana, oltre a soddisfare più del 30% del fabbisogno regionale di energia elettrica, forniscono calore utile a riscaldare più di 10 mila utenti residenziali e aziende della filiera agroalimentare, floricola e dell’agriturismo.

È dunque la geotermia alla base di iniziative commerciali, scientifiche, culturali e turistiche che costituiscono oggi la composita identità delle cosiddette “terre dal cuore caldo”. Questa realtà produttiva italiana, più unica che rara, stasera alle 20:30 sarà protagonista ne “L’Isola del Cinema”, la rassegna cinematografica che da 24 anni anima l’Isola Tiberina di Roma e che per l’occasione diventerà “L’Isola Green – Geotermia sull’Isola Tiberina”.

Una serata cinematografica e un’occasione di riflessione sulle prospettive dell’impiego delle energie rinnovabili, condotta dal divulgatore green Patrizio Roversi con studiosi, testimoni e degustazioni di prodotti provenienti dall’area geotermica tradizionale e dell’Amiata. Al centro della serata d’incontri, testimonianze e dibattiti, vi saranno le proiezioni di due filmati inediti: da una parte il cortometraggio “Earth Generation”, dall’altra il docufilm “Energia libera tutti”.

Quest’ultimo è prodotto da CoSviG (il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche), con il supporto di Enel Green Power; la regia di Bruno Santini e Leonardo Scucchi documenta l’attuale, promettente, sviluppo economico nella regione dell’Amiata, dove l’energia rinnovabile che proviene dal centro della terra è anche alla base di imprese sostenibili, che utilizzano il calore della geotermia nella trasformazione dei prodotti agricoli, nell’artigianato, nella ricerca e in tanti altri campi d’interesse strategico. Un esempio pratico arriverà stasera: all’Isola Tiberina la Comunità del cibo a energie rinnovabili – fondata da CoSviG, Fondazione Slow Food per la biodiversità e Slow Food Toscana – accompagnerà le immagini dei video con i prodotti della filiera geotermica, presentando il “menù geotermico” che comprende ottimi formaggi della tradizione locale, salumi e verdure, accompagnati dalla birra artigianale prodotta – sempre grazie al calore della geotermia – a Sasso Pisano.

Il cortometraggio “Earth Generation” è invece prodotto da Floramiata con la regia di Pierpaolo Camilli, e rappresenta una storia di transizione dall’economia – dallo sfruttamento delle miniere ad attività assai più sostenibili – con protagonista il lavoro nella regione dell’Amiata. Attorno all’antico vulcano centinaia di minatori all’improvviso persero l’occupazione a seguito della chiusura dei centri minerari di estrazione del mercurio, ritrovandolo solo grazie all’uso intelligente della geotermia che ha permesso di dare vita ad una delle più grandi aziende floricole italiane, dove oggi molti ex minatori sono reimpiegati come floricoltori.

Non a caso oggi Floramiata è uno dei principali utilizzatori della filiera florovivaistica di energia geotermica, che utilizza quindici miliardi di calorie all’anno a valle della produzione dell’energia elettrica, per riscaldare oltre 27 ettari di serre in cui occupa oltre 100 dipendenti, per coltivare 3 milioni di piante ornamentali in vaso di origine tropicale. Un progetto virtuoso che iniziato, 30 anni fa e recentemente rinnovato, costituisce ancora oggi un attività economicamente ed ecologicamente sostenibile in armonia con la natura.