La Giunta lancia il nuovo Prs: 6,4 miliardi di euro per la Toscana del 2020

Proposto il Piano regionale di sviluppo 2016-2020. Rossi: «È l’architrave delle politiche regionali»

[3 maggio 2016]

piano regionale sviluppo toscana prs

A poco meno di un anno dalle elezioni che hanno rinnovato il Consiglio regionale e confermato Enrico Rossi alla guida della Giunta toscana, proprio dall’organo esecutivo della Regione arriva la proposta di un nuovo Piano regionale di sviluppo (Prs) che guarda al 2020. Introducendo il documento (disponibile in allegato, ndr), il presidente Rossi ricorda come si tratti «dell’architrave delle politiche regionali», uno «strumento orientativo che esprime una visione per il futuro della Toscana».

«In particolare – osserva il presidente – il Prs 2016-2020 non può prescindere da un’evidenza di fondo: il contesto in cui viviamo è interessato da cambiamenti epocali, già solo rispetto al quinquennio precedente. In poche parole, nulla sarà più come prima e, chi resta fermo, rischia di rimanere indietro a lungo […] La verità paradossale è che la crisi è anche la più grande opportunità per reinventarsi, per non rinchiudersi in un individualismo sterile e sradicato, non sprechiamola! La Toscana, forte della propria identità, coesione e capacità realizzative, ha in se le forze per evolvere in modo non regressivo. Il Prs 2016-2020 contiene proposte e progetti con cui pensare e sbloccare una crescita costruttiva, con l’ambizione di continuare a contribuire anche al rinnovamento del Paese».

Il Piano articola un percorso con l’intento di guidare la Regione all’interno di quel percorso comune delineato dalla strategia Europa 2020, verso cioè una crescita “intelligente, sostenibile e inclusiva”. I capitoli affrontati sono molti, e destinati a cambiare durante il confronto politico sul testo. Si intrecciano economia e ambiente, disuguaglianze economiche e possibilità di crescita per i territori. Per un’analisi più dettagliata dei singoli temi rimandiamo ai prossimi giorni, consapevoli che una lettura affrettata non facilita la mediazione di un piano di sviluppo che abbraccia temi tanto vasti.

Quel che è certo è che la Toscana, guardando al 2020, parte da un presente in cui ha patito meno della media italiana la crisi economica degli ultimi 8 anni, ma non ha comunque potuto fare a meno di subire cicatrici profonde.

Oggi in Toscana ci sono ancora più di 50mila disoccupati under 30, e più di 100mila ‘neet’ (ovvero giovani che non studiano, non lavorano né seguono un corso di formazione); nel 2014 – ultimo dato disponibile – l’abbandono scolastico precoce ha riguardato il 13,8% dei giovani iscritti, mentre solo il 24,2% dei toscani tra 30 e 34 anni possedeva un titolo d’istruzione universitaria o equivalente.

La Toscana del 2020 sarà sempre più la loro, con l’obiettivo di essere una terra più sostenibile, con più lavoro e meno disuguaglianza. I macrotemi individuati dalla Giunta per raggiungere questi obiettivi sono 26, e spaziano dal rilancio della competitività della costa al contrasto ai cambiamenti climatici, dallo sviluppo rurale alla cooperazione internazionale.

Le risorse individuate per lo sviluppo della Toscana però, anche a seguito dei progressivi tagli portati avanti su indicazione governativa (a loro volta legati alle politiche di austerità cui l’intera Ue non riesce ancora a sganciarsi) sono poche: per 5 anni, affermano da Firenze, non superano i 6,4 miliardi di euro. In questo quinquennio la Toscana proverà a diventare meno diseguale e più verde, ma sarà ancora un lustro di resistenza. Testimonianza ne è il target che si è data la Giunta per quanto riguarda il settore manifatturiero che sul territorio ad oggi assorbe il 20,3% degli occupati. L’obiettivo per il 2020 qui è uno soltanto: non arretrare.