Per l’università di Stanford i laghi vulcanici possono essere ricchi del prezioso metallo

La green economy ha fame di litio, e la geotermia può aiutarla

Avanzano i progetti di ricerca che promettono di unire la capacità di produrre energia pulita con quella di stoccarla

[29 agosto 2017]

Spinto dalla necessità di immagazzinare in modo sempre maggiore ed efficiente l’energia elettrica, e sull’onda di una crescente domanda da parte di settori industriali emergenti – in primis quelli legati alla produzione di veicoli a propulsione elettrica –, il prezzo del litio è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, e continuerà a farlo nel prossimo futuro secondo autorevoli previsioni, da ultima quella fornita da Bloomberg technology. Dove sarà possibile attingere per soddisfare questa crescente domanda di litio, ad oggi fondamentale per lo stoccaggio di energia?

Il 54% delle riserve note si trova in mano a tre Paesi dell’America latina, ovvero Bolivia, Argentina e Cile. Ma, dato che la domanda di litio è attesa triplicare da qui al 2025, la caccia a nuove fonti d’approvvigionamento è aperta, e più di un contributo rilevante potrebbe arrivare dalla geotermia.

Ne offre un buon esempio Cornish lithium, azienda che ha già raccolto 1,3 milioni di dollari per avviare un progetto che punta ad estrarre litio dalla salamoia geotermica, in sinergia con lo sviluppo dell’energia rinnovabile in Cornovaglia, con la speranza di divenire «la principale fonte di approvvigionamento di litio per il Regno Unito».

Un filo rosso, quello che unisce geotermia e litio, che si ripresenta anche negli Usa: all’interno di una ricerca pubblicata su Nature Communications, l’università di Stanford ha dimostrato che nei depositi esistenti sul fondale dei laghi vulcanici possono essere presenti ingenti quantità di argille ricche di litio, portate in superficie da passate eruzioni, e punta a rendere fruibile questa risorsa per l’industria. «La geotermia è impiegata per produrre energia, e il litio per immagazzinarla – ha dichiarato Tom Benson, il principale autore dello studio – Non sono in concorrenza e anzi, possono davvero essere complementari. Penso sia importante utilizzare entrambe le risorse vulcaniche mentre ci sforziamo di sviluppare un portafoglio globale di energia pulita».