Quando la legge è contro l’economia circolare: l’esempio dei pneumatici (Pfu) riciclati

Su 250mila tonnellate gestite ogni anno da Ecopneus, solo per il 56% si arriva al recupero di materia effettivo

[27 giugno 2017]

Due anni fa, inaugurando la XXVII edizione di Festambiente, l’attuale ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti (nella foto) si fece volentieri fotografare mentre calciava un pallone all’interno di un campo da gioco speciale, realizzato da Ecopneus grazie al riciclo di Pneumatici fuori uso (Pfu). Fu una bella occasione per mostrare le possibilità dettate dall’economia circolare in ogni ambito della nostra quotidianità, occasione che – si spera – presto si potrà bissare in un contesto assai più critico di quello rappresentato da Festambiente.

Durante la presentazione dello studio realizzato per conto di Ecopneus dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e presentato oggi a Roma, la società consortile ha dedicato un focus specifico alla Terra dei Fuochi: qui sono state raccolte oltre 16mila tonnellate di Pfu nell’ambito del Protocollo speciale col ministero dell’Ambiente, e qui sorgerà nel quartiere di Scampia – a chiusura del cerchio del recupero dei pneumatici abbandonati nelle province di Napoli e Caserta – un campo di calcio regolamentare realizzato con i granuli di gomma riciclata da Pfu: un segno concreto – come sottolineano da Ecopneus – della volontà di combattere il degrado dell’abbandono e dei roghi illegali, dando un nuovo futuro a materiali che erano rifiuti, e nuove opportunità ai giovani che di quella Terra sono il futuro.

Di fronte alle straordinarie possibilità messe in campo, è il caso di dire, dall’economia circolare, c’è però da chiedersi come mai il reimpiego dei materiali riciclati da Pfu sia ancora oggi oggetto di festosi tagli del nastro, e non opera quotidiana. Perché è questo che purtroppo traspare dal rapporto Ecopneus: tale sistema consortile gestisce mediamente 250mila tonnellate di Pfu ogni anno, ma il recupero di materia effettivo arriva appena al 56%. Come mai?

Di certo non per colpa di Ecopneus, che «si è impegnata moltissimo in questi anni per massimizzare il recupero di materia – spiega il direttore di Ecopneus Giovanni Corbetta – seguendo le indicazioni Ue e i principi dell’economia circolare». A frenarne l’applicazione pratica è la legge italiana: «Il pieno riconoscimento della qualifica di non-rifiuto, a granuli e polverini di gomma, consentirebbe di fare un salto di qualità nel rapporto riciclo/energia, e ottenere maggiori benefici ambientali, occupazionali ed economici», aggiunge infatti Corbetta.

Un problema meramente normativo dunque, non di sostenibilità ambientale o anche economica. Tutt’altro. Indagando il vantaggio potenziale del recupero dei Pfu in termini ambientali, economici e occupazionali, il rapporto odierno mette a confronto due scenari alternativi per la gestione delle 400.000 tonnellate di Pfu stimate generate ogni anno sul territorio nazionale: uno indirizzato al 100% riciclo e l’altro al 100% recupero energetico: «Lo studio – rivela Andrea Barbabella, della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – rivela come il principale beneficio in termini economici e occupazionali del recupero dei Pfu risieda in primo luogo nel risparmio sulla spesa corrente associato alle importazioni di materie prime evitate, che renderebbe disponibili risorse economiche per nuovi investimenti a scala nazionale e, a seguire, aumenterebbe redditi e consumi interni consentendo un ingente vantaggio ‘di sistema’ per il Paese. Nel dettaglio, in uno scenario di 100% di riciclo il vantaggio stimato per l’Italia risulterebbe pari a circa 400 milioni di euro di valore aggiunto e a oltre 6.000 unità di lavoro dirette, indirette e indotte, contro i 30 milioni di valore aggiunto e poco meno di 500 unità di lavoro per lo scenario 100% recupero energetico». Illuminante il confronto con lo stato attuale, dove sono invece 63 i milioni di euro di valore economico distribuito ogni anno a una filiera industriale che sta crescendo e che occupa oggi circa 700 persone.

L’amara conclusione, fornita da Corbetta, rimane purtroppo quella di sempre: «L’economia circolare è possibile e i vantaggi sono tangibili; per attuarla serve però un cambio culturale che riguarda tutti, cittadini, imprese e Istituzioni. E serve una leadership, una leadership culturale, che oggi non c’è».

L. A.

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  • Le mille vite della gomma riciclata da PFU

 

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