Galletti: «L’ambiente è una delle leve più importanti per valorizzare i piccoli comuni»

La legge Realacci sui piccoli comuni è realtà: il Senato approva (VIDEO)

Legambiente: «Finalmente gli strumenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini»

[28 settembre 2017]

Ha ragione a esultare Ermete Realacci (PD) che, dopo anni di rimpalli e rinvii ha visto finalmente approvata anche dal Sento, quasi all’unanimità, la sua legge sui piccoli Comuni: «Una bella giornata per chi vuole bene all’Italia – dice il presidente della Commissione ambiente della Camera –  con il varo pressoché all’unanimità del Senato possiamo finalmente brindare alla mia legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni. Un testo bipartisan approvato all’unanimità alla Camera lo scorso settembre, nato a partire da una mia proposta di legge cui durante l’esame a Montecitorio si è collegata quella analoga della collega Terzoni, che aiuterà l’Italia ad essere più forte e coesa, ad affrontare il futuro».

Realacci ricorda che «Per ben tre volte, nelle passate legislature, questa legge è stata varata dalla Camera. Adesso è legge dello Stato. Un risultato raggiunto grazie ad un lavoro ampio e comune del Parlamento e al sostegno dell’Anci e di molte organizzazioni, a partire da Legambiente e Coldiretti.  Questo testo, di cui a Montecitorio sono stati relatori i colleghi Borghi, Iannuzzi e Misiani e di cui a Palazzo Madama è stato relatore Vaccari, è un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniuga storia, cultura e saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy. L’importanza dei Piccoli Comuni, del resto, si è vista anche nel terremoto con il ruolo fondamentale per la tenuta delle comunità svolto da tanti Sindaci. I nostri 5.567 Piccoli amministrano più della metà del territorio nazionale e in essi vivono oltre 10 milioni di italiani. Non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro».

Secondo Realacci, «Un’idea ambiziosa di Italia passa anche dalla giusta valorizzazione di territori, comunità e talenti. E’ il presupposto da cui parte questa legge a lungo attesa, che propone misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Previsti anche semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori. Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023».

Grande soddisfazione anche a Legambiente: «Finalmente i borghi italiani hanno gli strumenti per concorrere a creare un ‘sistema Italia’ capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di generare competitività – ha detto l presidente del Cigno Verde Rossella Muroni –  Le misure previste dalla legge per cui Legambiente si batte dal 2001 insieme a tanti sindaci, comunità e organizzazioni, consentono di costruire e mettere in campo strategie concrete per ridurre diseguaglianze sociali ed economiche. Finalmente si potrà colmare la distanza necessaria a recuperare il disagio insediativo e produttivo di un importante pezzo di Paese. Oltre 2mila piccoli centri sotto i 5mila abitanti, dove i giovani tendono ad andare via e le case abbandonate o vuote sono addirittura una ogni tre, attraverso serie politiche di riequilibrio territoriale potranno coniugare qualità e innovazione, creatività e bellezza, producendo lavoro e reddito».

Legmbiente spiega che «La legge prevede misure per favorire il turismo di qualità e la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, ma anche la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, la manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole e la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico».

Anche per il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, «La nuova legge sui piccoli Comuni è un segno di profonda attenzione a quelle realtà italiane che custodiscono identità e valori ma oggi devono difendersi dai tanti problemi territoriali a partire dal fenomeno dello spopolamento. L’ambiente è una delle leve più importanti per valorizzare i piccoli comuni, cui già oggi sono rivolti vari progetti del ministero di riqualificazione ed efficienza. Questa legge ha il merito di introdurre un insieme di azioni che vanno a prevenire il dissesto idrogeologico, sulla riqualificazione degli edifici e sull’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, le infrastrutture e l’agricoltura sostenibile, ma anche le tecnologie e l’innovazione. Prezioso è anche il rafforzamento del rapporto con le diocesi e le rappresentanze di altre confessioni religiose, con cui poter operare per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali e storici».

Giampiero Sammuri, presidente di  Federparchi Europarc Italia «saluta l’approvazione di una legge che rafforza i territori dei parchi, dove la stragrande maggioranza dei comuni sono piccoli. Stiamo parlando di una legge che valorizzerà i piccoli Comuni, un testo che nel nostro piccolo, come federazione, insieme ad associazioni come Anci, Legambiente e Coldiretti, abbiamo sostenuto fin dall’inizio. I piccoli comuni in Italia sono 5.567 e amministrano più della metà del territorio nazionale. Quasi l’80 per cento delle aree protette vi ricade al suo interno. Ecco perché siamo molto soddisfatti e crediamo che le disposizioni contenute nella legge rappresentino un punto di partenza da cui sviluppare aree fino a oggi marginali ma straordinarie e meritevoli di tutela. Penso alla dotazione di servizi più efficienti, di itinerari di mobilità e turismo dolce, alla promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. E ancora alle misure contro lo spopolamento attraverso interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività insediate nei centri minori».

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