La mappa dell’Italia che utilizza l’energia in modo intelligente

[3 aprile 2014]

Officinae Verdi, l’Energy Efficiency Company nata dalla joint venture UniCredit – Wwf Italia, ha elaborato una mappa dell’Italia che utilizza l’energia in modo intelligente, e dal primo indicatore emerge che «sono Piemonte, con 250 milioni di euro (il 13% di 2 miliardi di euro di finanziamenti monitorati), Umbria, con 53 milioni di euro su 576 milioni (il 9%) e Marche, con 54 milioni di euro sul totale di quasi 600 milioni di euro (9%), le tre Regioni che hanno destinato la quota maggiore di finanziamenti europei all’efficienza energetica e alla produzione di energia da fonti rinnovabili». Secondo i dati del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del ministero dello sviluppo economico, la cifra destinata a questo tipo di impianti in Italia ammonta a 2,1 miliardi di euro per 5.802 progetti su tutto il territorio nazionale.

Il rapporto sottolinea che «Ad oggi, ancora in 10 Regioni ci sono finanziamenti in corso per la promozione di efficienza energetica e utilizzo dell’energia sostenibile, con il 2015 come termine ultimo per spendere le risorse residue dei fondi strutturali: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto».

Il record è nel Lazio con con 50 milioni di euro destinati alle piccole e medie imprese  per l’uso efficiente delle risorse energetiche e la produzione da fonti rinnovabili. Seguono Abruzzo con oltre 44 milioni di euro e Veneto con 39 milioni di euro. Per le imprese delle regioni “convergenza” Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, dal prossimo 23 aprile ci sono 100 milioni di euro complessivi.

Le regioni più vistose dal punto di vista normativo sono Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Puglia, che si sono dotate di leggi che rendono obbligatori interventi di efficienza energetica, uso di energia da fonti rinnovabili e certificazione energetica degli edifici.  Lazio e Umbria hanno introdotto obblighi sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili, ma non prevedono parametri di efficienza energetica, né controlli in caso di mancata certificazione energetica. Veneto, Toscana, Campania, Calabria e Marche hanno emanato Linee Guida per l’edilizia sostenibile, che devono essere adottate dai regolamenti comunali per entrare in vigore. Le altre Regioni si limitano a dare semplici indicazioni sullo sviluppo delle fonti rinnovabili (fonte Rapporto Efficienza Energetica Enea 2013).

Presentando il rapporto, Giovanni Tordi, amministratore delegato di Officinae Verdi ha detto che «Quella dell’Italia a “energia pulita” è una mappa articolata e complessa, che è necessario monitorare perché ad oggi ammonta ancora a 4,4 Mtep/anno di energia primaria risparmiata il gap che separa l’Italia dall’obiettivo europeo del 20% di efficienza energetica al 2020 e l’impegno delle amministrazioni regionali è fondamentale nel dare seguito ai provvedimenti nazionali e cogliere l’opportunità di innovazione e sviluppo offerta dai fondi strutturali europei. Gli investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica – ha aggiunto Tordi – possono far ripartire la nostra economia grazie ad un modello di sviluppo diffuso a basso impatto ambientale ma ad alto tasso di occupazione e innovazione tecnologica, con importanti possibilità di ricerca applicata: i soli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici hanno mobilitato, al 2013, 19 miliardi di euro di investimenti e attivato tra diretto e indotto 280mila posti di lavoro (dati Servizio studi della Camera dei Deputati)».

Si tratta di numeri destinati a crescere, visto che tra le priorità del Governo c’è la ristrutturazione e la riqualificazione energetica dell’edilizia scolastica: 42mila scuole, di cui oltre il 60% costruite prima del 1974 (dati Ecosistema Scuola 2014 Legambiente). I partner dell’iniziativa sottolineano che secondo stime Cresme, «Con un investimento di 3,6 miliardi di euro sulle scuole più energivore, si otterrebbe un risparmio di 169 milioni di euro all’anno sulla bolletta energetica, pari ad un taglio del 13% sui consumi complessivi del settore. Un intervento che aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi della Direttiva comunitaria 2012/27, considerando anche che sono in arrivo i fondi del Programma quadro della Comunità europea Horizon 2020, che stanzia 200 milioni di euro per efficienza energetica (98 milioni) e smart city (92 milioni)».

Per Tordi «È chiaro che per far decollare gli investimenti greentech occorre rendere sempre più efficace il mix pubblico-privato degli strumenti finanziari già esistenti, prevedendo però anche interventi a favore di innovazioni di filiera, cosi come per attrarre risorse esterne sarebbe auspicabile una semplificazione degli iter autorizzativi, fattore questo che limita la capacità di investimento con finanza privata sul territorio. Per questo Officinae Verdi Desk Energia UniCredit, ha sviluppato al proprio interno un team “Green Portfolio” per effettuare rapidamente i pre-screening tecnico-finanziario sui progetti energetici, verificando tecnologia, performance, business plan e la possibilità di integrare forme di finanziamento pubblico-privato».

Per quanto riguarda i sistemi per l’efficienza energetica, Officinae Verdi conferma che «Sono ampi i margini di miglioramento dei consumi energetici per il settore pubblico e privato, con un sistema di metering&control (OV Energy Metering & Control) è possibile mettere sotto controllo h24 i flussi di energia (elettrici e termici), conoscere in modo dettagliato i consumi stagionali, realizzare una mappatura delle inefficienze imputabili agli impianti o ai processi e conseguentemente attuare le misure di riqualificazione appropriate ottenendo risparmio nell’ordine del 10-12%. Nel caso in cui l’azienda effettui interventi di riqualificazione energetica, in base al settore merceologico e allo “stato di salute” impiantistico ed edilizio (attivo e passivo), il risparmio medio che ottiene si può aggirare intorno al 30% – 35%, con punte che arrivano al 40% laddove si intervenga su impianti che non hanno mai provveduto ad un approccio di riqualificazione energetica integrato (elettricità, riscaldamento)».

Officinae Verdi fa tre esempi:

Una scuola di medie dimensioni, che consuma 335 MWh annui tra riscaldamento invernale, illuminazione e uso di acqua calda sanitaria, pari ad una bolletta energetica di 35.000 euro/anno, grazie ad un investimento di 95.000 euro per effettuare la riqualificazione della centrale termica, l’installazione di un impianto solare termico e la sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a LED, ottiene un risparmio in bolletta del 34%. Il risparmi o energetico generato e la valorizzazione in Titoli di Efficienza energetica per 15.600 euro/anno per 5 anni, permettono un rientro dell’investimento in 6 anni.

In un impianto sportivo, la riqualificazione della centrale termica, l’installazione di un impianto solare termico e l’adozione di un sistema di illuminazione a LED, consente ad un impianto che spende per l’energia elettrica e termica 60.000 euro/anno, un risparmio del 25% (la bolletta passa a 45.000 euro/anno). L’investimento iniziale, di 115.000 euro, grazie al risparmio in bolletta ottenuto e alla sua valorizzazione in Titoli di efficienza energetica pari a 18.500 euro/anno per 5 anni, rientra in 6 anni.

Un hotel di medie dimensioni, dove la bolletta energetica annuale (luce + gas) ammonta a 195.000 euro, la riqualificazione della centrale termica e di quella frigorifera l’installazione di cogeneratore per la contemporanea produzione di energia elettrica, calore per riscaldamento e acqua calda sanitaria, consentono un risparmio in bolletta del 35% (la bolletta passa a 127.000 euro/anno). L’investimento iniziale di 275.000 euro, grazie al risparmio energetico generato e alla valorizzazione in Titoli di efficienza energetica per 77.000 euro/anno per 5 anni, rientra in 4 anni.